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VENTURE CAPITAL
Il venture capital è
l'apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per
finanziare l'avvio o la crescita di un'attività in settori ad
elevato potenziale di sviluppo. Spesso lo stesso nome è dato
ai fondi creati appositamente, mentre i soggetti che effettuano
queste operazioni sono detti venture
capitalist.
Nella maggioranza dei
casi, fondi necessari sono erogati da limited
partnership
o holding in aziende che per natura della attività e stadio di
sviluppo non risultano finanziabili dai tradizionali intermediari
finanziari (come ad esempio le banche). Il venture
capital
è una categoria del settore del private equity, che raggruppa
tutte le categorie di investimenti in società non quotate su
un mercato regolamentato.
L'investimento di
venture capital si caratterizza per i seguenti elementi:
fase di sviluppo:
investe in idee imprenditoriali particolarmente promettenti (seed
financing)
e società in start
up
nelle prime fasi di vita (venture
financing)
fin dalle fasi pre
revenue,
ovvero senza che siano ancora stati approntati i prodotti/servizi da
vendere e quindi nella fase di investimento in prodotto.
ambiti tecnologici:
investimenti in aree ad alto contenuto di innovazione.
rischio: le società
in cui i fondi di venture capital investono sono caratterizzate
dalla contemporanea presenza di un elevato rischio
operativo,
ovvero non à ancora chiaro se la società avrà
un mercato per i propri prodotti, e rischio
finanziario,
per cui l'investitore non sa se avrà modo di recuperare il
capitale investito.
Un fondo di venture
capital è disposto a sopportare il rischio a fronte di un
rendimento futuro atteso altrettanto elevato. Storicamente il tasso
di rendimento dei fondi di Venture Capital è stato del 27% nel
periodo 1980-2004, ma con un addossamento dei ritorni maggiori
intorno a tre picchi: 1978-1980 (picco dei software), fine anni
ottanta (picco delle biotecnologie), fine anni novanta-inizio anni
duemila (avvento ITC e internet). Statisticamente i picchi di
rendimento delle
venture
hanno anticipato di circa un anno il picco delle bolle speculative
del mercato.
Molte società
legate all'information technology sono nate grazie ad operazioni di
venture
capital
come ad esempio Google o per l'Italia Tiscali. Durante il ciclo di
sviluppo borsistico degli anni 2000 la maggior parte del denaro che
inizialmente venne fornito alle cosiddette società
dot
com
derivava proprio da operazioni di venture capital.
All'interno dell'Unione
Europea, per operare una venture capital si necessita di un capitale
sociale non inferiore a 2 milioni di euro indicizzato in società
per azioni o in accomandita per azioni. Si effettua richiesta presso
la Banca d'Italia e dopo l'autorizzazione si è soggetti al
controllo della Consob, della commissione di Borsa Italiana e
dell'antitrust sia italiano che comunitario.
Colui che riceve
sostegno economico ed organizzativo deve aprioristicamente periziare
l'opera di sua proprietà patrimoniale, attivare fidejussioni
creditizie presso banche d'affari e\o commerciali e fidejussioni
assicurative presso compagnie di assicurazioni danni e creditizie.
La maggior parte degli
operatori venture
italiani, dopo il boom di fine millennio, hanno cessato l'attività,
riqualificandosi come fondi d'investimento, spesso speculativi (hedge
fund).
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