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PROCEDURE CONCORSUALI
Segue una breve
descrizione dell’importanza rivestita dalle procedure concorsuali
nell’ordinamento giuridico italiano, e soprattutto dello straordinario apporto
che questi strumenti sono in grado di esprimere a vantaggio del tessuto
imprenditoriale.
Innanzitutto mi
preme sottolineare che la Legge Fallimentare (LF) del 1946 è stata profondamente
innovata da varie norme ed in ultimo (e soprattutto) dal Decreto 168 del 12
settembre 2007. Tale norma ha letteralmente riformato la disciplina giuridica in
materia trasformando una legge volta a condurre progressivamente le imprese in
stato di insolvenza alla loro estinzione totale (in una forma di eutanasia
nemmeno troppo dolce) in una norma volta alla continuità aziendale (vedremo poi
come).
In estrema
sintesi, l‘attuale normativa ha come obiettivo 1) salvaguardare il buono
dell’azienda; 2) salvaguardare i posti di lavoro; 3) tutela i privilegi; 4)
sostenere l‘imprenditore.
L’obiettivo è restituire all’imprenditore la propria
azienda sdebitata
(ovvero con un debito sostenibile ed i presupposti
per tornare a creare valore e remunerazione per il capitale), eventualmente affiancandogli un
investitore, salvaguardare il proprio patrimonio personale e ridare vita alla
sua azienda, senza alcun costo per l’imprenditore medesimo (nemmeno
professionale).
Non entreremo
volutamente nel merito dei punti che invece toccherò, ma resto a disposizione
per qualsiasi chiarimento.
Una azienda in
stato di insolvenza DEVE applicare le disposizioni contenute nella LF al fine di
non cadere in violazioni penali, ed in particolare la non ottemperanza del
principio di privilegio creditorio.
Innanzitutto,
l’imprenditore che versi in stato di insolvenza deve essere messo in condizione
di tutelare il proprio patrimonio personale. A tal fine, si opera come la legge
ci consente con atti di disposizione del patrimonio personale, sfatando l’errata
(ma diffusa) credenza che ció non sia permesso o tecnicamente possibile.
Verificato lo
stato di insolvenza, salvaguardato il patrimonio personale il primo step è la
creazione del conto corrente concordatario, ovvero un conto corrente aperto su
una banca verso la quale non esista una posizione debitoria dell’impresa e su
cui far confluire tutti i pagamenti futuri per le successive settimane (si può
prevedere di intercettare su tale c/c circa il 60% dei pagamenti effettuati dai
propri debitori).
Inizia quindi
una intensa attività di riclasssificazione dei bilanci, analisi dei conti ed
attività che condurranno alla redazione di una relazione giurata sullo stato
dell’azienda, ovvero di un piano industriale di risanamento.
La procedura
condurrà quindi a formulare una proposta di concordato preventivo (o altra
procedura ritenuta idonea).
Costituita una
newco che fará la proposta di affitto d’azienda, tale newco verrà dotata dei
fondi necessari tramite fondi dell’imprenditore o di terzi investitori. Tale
newco garantirà quindi la procedura ed il suo buon esito.
Abbiamo
volutamente omesso alcuni passaggi per sintetizzare i concetti base e vorremmo
ora soffermarmi su:
-
ruolo
investitore: esso è
potenzialmente un soggetto che puó nutrire un estremo interesse per l’azienda
risanata. Coinvolgere investitori (anche immobiliari, essendoci operazioni molto
interessanti oggi e per i prossimi mesi) istituzionali o meno;
-
attività
commerciale: commercialisti,
avvocati, consulenti aziendali, …… una rete di professionisti e non che possono
produrre un bacino di clientele vasto e sufficiente;
-
rapporti di
collaborazione: si basano sulla percentuale di segnalazione, e sulle consulenze da
svolgere a favore della procedura e della newco.
Una azienda
target mostra questa conformazione minima:
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2007
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2008
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2009
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Debiti a breve bnk
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3.000
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4.000
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5.000
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Debiti a breve fornitori
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1.000
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1.500
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1.900
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Debiti a mlt
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2.000
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1.900
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2.000
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Altri debiti
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100
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250
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500
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Crediti a breve
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2.000
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2.500
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4.000
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di cui
inesigibili
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250
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500
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1.250
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Fatturato
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8.000
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7.500
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6.500
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Utile / perdita da bilancio
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200
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200
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50
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Utile / perdita reale
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-200
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-200
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-400
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