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Secondo l'articolo 2 del d.lgs.155/06, le imprese sociali possono svolgere le
seguenti attività:
- assistenza sociale
- assistenza sanitaria e socio sanitaria
- educazione
- istruzione
- tutela ambientale
- tutela dei beni culturali
- formazione universitaria
- formazione extrascolastica
- turismo sociale
l'inserimento di lavoratori disabili e svantaggiati se questi costituiscono
almeno il 30% del personale.
servizi strumentali alle imprese sociali resi da enti composti in misura
superiore al 70% da organizzazioni che esercitano un'impresa sociale.
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Come si costituisce l’impresa sociale?
- Come qualsiasi impresa, l’impresa sociale deve essere costituita con un atto
pubblico davanti ad un notaio mediante la stesura di un atto costitutivo che
definisca chiaramente la finalità sociale dell’impresa e in particolare e
l’assenza tassativa di scopo di lucro (questo secondo il DL 118/2005). Nella
denominazione sociale è obbligatorio inserire la locuzione “impresa sociale”.
Una volta redatto l’atto costitutivo questo deve essere depositato entro trenta
giorni da parte del notaio presso il Registro delle imprese della Camera di
Commercio territorialmente competente in base alla sede legale affinché sia
iscritto nell’apposita sezione “imprese sociali”.
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Cosa si intende per attività principale di utilità sociale all’interno dell’
impresa sociale?
- Un’impresa sociale può svolgere attività non necessariamente di interesse
sociale, che possono avere la finalità di generare risorse economico-finanziarie
funzionali a sostenere l’attività sociale di impresa per cui l’impresa stessa è
stata costituita (attività principale di utilità sociale). L’importante è che i
ricavi generati dall’ attività principale di utilità sociale siano superiori al
70% dei ricavi complessivi realizzati dall’impresa. Qualora l’attività
principale di utilità sociale non raggiungesse il limite minimo dei ricavi è
obbligatorio comunicarlo al Ministero del Lavoro e agli uffici del registro
delle imprese
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Come si può controllare se un impresa che ha una finalità sociale si comporta
nel tempo sempre in modo etico e coerente con la propria missione iniziale?
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- Sono necessari diversi accorgimenti per evitare che un impresa sociale prenda
una deriva “for profit”. Riteniamo che il controllo non debba avvenire solo “per
legge”, ma che debba esprimere una chiara volontà imprenditoriale di mantenere
nel tempo i valori per cui l’impresa è stata costituita. Vediamo innanzitutto
due prerequisiti.
- Uno statuto ed un oggetto sociale “blindato” (ovvero non facilmente
modificabile, pena lo scioglimento) che non consenta scappatoie, in particolare
per ciò che riguarda l’oggetto sociale, il modello di profitto ed i
meccanismi/vincoli di remunerazione del capitale
- Un modello di governante che preveda un comitato di controllo esterno, composto
da esperti del sociale e di persone di specchiata etica non coinvolti nelle
attività operative, che verifichi periodicamente l’adeguatezza della gestione
rispetto alle direttive contenute nello statuto
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Cosa significa no profit?
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- NO PROFIT" significa senza fini di lucro. Sono soggetti No Profit associazioni,
organizzazioni, cooperative ed imprese sociali dove è specificato nel proprio
statuto che l'eventuale utile non può essere diviso tra i soci ma deve essere
reinvestito per l'attività e, nel caso di estinzione, i beni che residuano
saranno devoluti ad enti che perseguono finalità analoghe. Non significa però,
impossibilità per l’organizzazione di svolgere attività economiche, a volte
anche rilevanti. Occorre semplicemente che gli eventuali utili (o, secondo
l’espressione più corretta, l’eventuale “avanzo di gestione”) non vengano
distribuiti fra i partecipanti all’organizzazione, ma vengano riutilizzati per
lo svolgimento delle attività previste dallo statuto sociale.
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Cos’è una Onlus?
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- E l’acronimo di "Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale" ed è un
termine coniato dal D.lgs 460/97; indica le organizzazioni no-profit che devono
rispettare determinati criteri stabiliti nel decreto.
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Che differenza c’è tra onlus e impresa sociale?
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- Rispetto all’impresa sociale, l’Onlus è un’organizzazione più restrittiva sia
nell’oggetto sociale (ottenere lo status di onlus non è così scontato) sia
nell’ambito delle attività che possono essere svolte per ottenere lo scopo
sociale e sia nei soggetti che possono acquisire questa qualifica . In
particolare le imprese di persone e di capitale non possono diventare onlus
(mentre lo possono essere le cooperative sociali), mentre possono diventare
imprese sociali . Tal restrizione consente maggiori benefici fiscali alle onlus
rispetto alle imprese sociali.
Inoltre, in punta di diritto, le imprese sociali, pur avendo anch’esse il
vincolo nella distribuzione degli utili (appartenendo a tutti gli effetti al
terzo settore) possono comunque prevedere meccanismi di remunerazione di
eventuali investitori finanziari, qualora il denaro venga erogato come
finanziamento e non come capitale d’impresa. Tali forme sono escluse e/o molto
difficili da realizzare nel caso di una onlus.
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Quali caratteristiche ha l’imprenditore sociale rispetto ad un imprenditore
profit e al fondatore di una onlus?
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- Sono tre figure tra loro molto diverse . L’imprenditore sociale è una persona
che intende l’attività di impresa come funzionale ad un interesse comune e che
contemporaneamente possiede capacità gestionali in grado di soddisfare anche le
ragioni del capitale. E’ una terza via che pesca dalle altre due: i valori e gli
obiettivi dal no profit e la concretezza gestionale dal mondo profit. Un
imprenditore sociale rappresenta un ruolo drammaticamente più difficile rispetto
agli altri due, in quanto il sistema di vincoli a cui è sottoposto e le
necessità di trovare un continuo equilibrio tra impatto sociale e equilibrio
economico richiede di possedere capacità eccezionali, al momento molto difficili
da trovare sia nel mondo profit , sia nel terzo settore.
Nella nostra visione gli imprenditori sociali , attraverso la crescita delle
loro imprese, potranno anche contribuire alla costruzione di una nuova categoria
di manager pubblici ancora poco presenti in Italia: persone in grado di
coniugare etica e obiettivi sociali con la concretezza tipica del management
privato. Un city manager o chiunque si trovi a gestire un’azienda /ente pubblico
dovrebbe avere entrambe le caratteristiche.
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Che cosa s'intende per economia solidale?
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- Un'economia non intesa come fine ma un'economia guidata dai valori ed intesa
come strumento al servizio della scienza, dell'uomo, del benessere, della
società e dell'ambiente naturale. Le locuzioni “economia solidale”, così come
“business sociale” fanno entrambi riferimento ad un modello economico che mette
al centro del proprio operare le persone, la qualità della vita, le relazioni e
l'ambiente. Alla base ci sono i principi di equità, che deve tenere conto allo
stesso tempo delle esigenze del consumatore e del lavoratore, di rispetto per
l’ambiente, di recupero del legame sociale, come presupposto indispensabile
della qualità della vita. Questi principi sono anteposti alla ricerca del
profitto personale.
Nei paesi occidentali l’economia solidale comprende iniziative rivolte alla
solidarietà e alla sostenibilità ambientale, al recupero del legame sociale e
all’innalzamento della qualità della vita. In alcuni casi si tratta di una
evoluzione del movimento cooperativo che cerca di recuperare le sue radici nella
cosiddetta cooperazione sociale; in altri si tratta di applicazioni pratiche
della cultura ecologista alla realtà sociale ed economica (agricoltura
biologica, produzioni sostenibili, bioedilizia); in altri casi è l’incontro tra
la solidarietà internazionale, la critica alla società dei consumi e la presa di
coscienza del potere dei consumatori a generare realtà come il commercio equo,
la finanza etica, il turismo responsabile, i gruppi di acquisto solidale e il
consumo critico in generale.
Negli ultimi decenni questi movimenti hanno attuato sperimentazioni orientate
verso la costruzione di un diverso modello economico e sociale, spesso anche
riempiendo il vuoto lasciato dalla crisi della politica.
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Che cosa si intende per “Qualità sociale”?
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- Un’insieme di competenze orientate a sostenere le organizzazioni nei percorsi di
miglioramento sociale ed etico. Relativamente al mondo "profit" la qualità
sociale fa riferimento alla normativa internazionale volontaria SA8000 (Social
Accountability 8000), alla responsabilità sociale d'impresa (CSR - Corporate
Social Responsibility) , alle politiche di sostenibilità sociale e ambientale,
alle iniziative/progetti concreti finalizzati a migliorare il benessere sociale
nel territorio in cui l’impresa opera.
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Cosa si intende per “Utilità Sociale”?
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- Rappresenta la somma dei benefici derivanti dall’attività di un' organizzazione,
che raggiungono non solo i soci dell'organizzazione stessa ma l'intera
collettività. Tale concetto va considerato per tutta l’attività economica e non
di esclusiva pertinenza del terzo settore. Così recita l’Art. 41 della
Costituzione Italiana: “ L'iniziativa economica privata è libera. Non può
svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla
sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i
controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere
indirizzata e coordinata a fini sociali.”
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Cos’è la tripla boom line?
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- Un sistema di valutazione di un’attività d’impresa o un investimento sulla base
di tre possibili risultati/performance: economico , sociale ed ambientale (le
tre “p”: Profit, People, Planet)
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Che cosa si intende per sostenibilità?
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- Con sostenibilità si può far riferimento alla sostenibilità sociale e ambientale
oppure alla sostenibilità economica.
Un processo produttivo e/o un sistema di consumo è sostenibile dal punto di
vista sociale ed ambientale se non danneggia in modo permanente il contesto in
cui si inserisce, evitando anche di ledere i diritti delle popolazioni che lo
vivono e quelli delle generazioni future.
Un’organizzazione è invece sostenibile dal punto di vista economico quando
consumando risorse produce ricchezza. Un’ organizzazione del terzo settore non
utilizzerà la ricchezza prodotta a vantaggio dei soli soci bensì a beneficio
dell’intera comunità e degli stakeholder di riferimento.
In termini più estensivi , con sostenibilità si fa riferimento alla capacità di
un’organizzazione di mantenere un equilibrio di lungo periodo tra interessi e
valori economici, sociali ed ambientali.
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Che cos’è una associazione di promozione sociale (APS)?
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- Secondo l’art. 2 della legge 383/2000 sono associazioni di promozione sociale
tutte quelle “... associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i
gruppi e i loro coordinamenti o federazioni…”, senza scopo di lucro, che
svolgono attività di utilità sociale a favore sia degli associati che della
comunità. Il testo di legge esclude che i partiti politici, i sindacati, le
associazioni di categoria e tutte quelle associazioni che hanno come finalità la
tutela degli interessi economici degli associati, possano considerarsi
associazioni di promozione sociale.
Le associazioni di promozione sociale si avvalgono in misura prevalente delle
attività prestate dai loro associati in forma volontaria, libera e gratuita.
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Cosa si intende per capitale paziente?
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- Per “ capitale paziente” intendiamo tutte quelle forme di finanziamento
(attraverso prestito o equity) che un soggetto privato è disponibile ad
investire su iniziative di impatto sociale e/o ambientale attendendosi un
ritorno economico- finanziario inferiore e più a lungo periodo rispetto ad altre
forme di investimento presenti sul mercato. Tale rinuncia alla massimizzazione
del ritorno economico è compensata dai miglioramenti che, anche grazie al
proprio capitale, l’investitore ha contribuito a realizzare per la comunità.
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