|
MSE: riforma del Fondo di Garanzia per le PMI e dei criteri di selezione dei
Confidi
Nuovi parametri caratterizzati da una maggiore flessibilità e velocità delle
procedure di ammissione dei Confidi che vogliono lavorare con il Fondo di
Garanzia per le Piccole e Medie Imprese. E' una delle novità introdotte dalla
riforma approvata dal Comitato di Gestione del Fondo, che ha modificato i
criteri di autorizzazione dei Confidi e degli altri fondi di garanzia per
meglio certificare il merito di credito delle imprese beneficiarie. Le nuove
disposizioni sono il risultato del lavoro e della concertazione delle
istituzioni e delle categorie presenti nel Comitato, ossia i Ministeri dello
Sviluppo Economico, Economia e Finanze, Politiche Agricole, Alimentari e
Forestali, Infrastrutture e Trasporti, Presidenza del Consiglio dei Ministri,
Regioni, ABI, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti,
Confartigianato, CNA, Casartigiani, Unatras, Confcooperative.
Tra le altre novità introdotte ci sono:
- l’eliminazione della condizione per cui
attualmente possono richiedere l’autorizzazione solo i Confidi che abbiano già
ottenuto l’ammissione alla controgaranzia per almeno 50 operazioni;
- la sostituzione di alcuni indicatori in
favore di altri più attuali e l'introduzione di modifiche che prendono in
considerazione i processi di accorpamento;
- l'aumento dei punteggi per gli operatori
sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia e per i soggetti con ambito di
operatività almeno regionale;
- l'introduzione di un nuovo meccanismo di
monitoraggio trimestrale dei tassi di sofferenza dei Confidi e degli altri fondi
di garanzia autorizzati, al fine di confrontare la qualità media del
portafoglio controgarantito con la qualità media del portafoglio complessivo del
Fondo.
La riforma in questione ha suscitato interesse anche all’estero: una delegazione
istituzionale del Brasile è stata in visita al Ministero dello Sviluppo
Economico ed ha potuto studiare la controgaranzia in Italia per poterla
esportare oltreoceano.
«Si tratta di un sistema che ha colpito l’interesse dei nostri ospiti per il
basso livello di default, per la velocità delle procedure e per il rapporto
diretto con le imprese», ha precisato Claudia Bugno, presidente del Comitato di
Gestione del Fondo.
|