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SWAP
E DERIVATI
Nel
corso dell’ultimo decennio si è accentuata l’attenzione
di alcune banche italiane verso la commercializzazione di sofisticati
strumenti finanziari di derivazione anglosassone, noti con il nome di
strumenti “derivati”, ed in particolar modo di alcuni di
essi denominati Interest Rate Swap.
La
Financial Polis è in grado di offrire un efficiente servizio
di consulenza su strumenti derivati ed, in particolare, sugli
Iinterest Rate Swap. Lo scopo dell’analisi può essere
duplice:
stipulare
un contratto “derivato” con la finalità di
“coprire” i rischi (finanziari) cui l’azienda si
trova esposta;
analizzare
uno o più contratti “derivati” che l’azienda
ha già sottoscritto e verificare la congruità e
l’equità degli stessi contratti, tenuto conto delle
reali esigenze aziendali.
Al
secondo tipo di analisi può anche far seguito una relazione
tecnica di parte laddove venga riscontrata dalla Financial Polis
l’inadeguatezza delle operazioni in strumenti derivati posti in
essere dall’azienda e laddove quest’ultima abbia
intenzione di rivalersi nei confronti della banca proponente
l’operazione.
In
definitiva, qualunque azienda abbia avuto a che fare con uno Swap o
con un altro strumento derivato può rivolgersi alla Financial
Polis per analizzare e verificare se ci siano i presupposti di
annullabilità parziale o totale dell’operazione. In
quest’ultimo caso, a seguito di trattativa stragiudiziale o
previo impulso legale a cura di specialisti corrispondenti della
Financial Polis, si può giungere alla restituzione integrale
di tutte le somme versate alla banca oltre che la cessazione
immediata di ogni ulteriore addebitato per estinzione dell’operazione
stessa.
Operativamente,
affinché la Financial Polis abbia tutti gli elementi necessari
ad una corretta analisi, nel caso di Interest Rate Swap, qui di
seguito si formula un elenco dei documenti necessari e che l’azienda,
in caso non li abbia, ha diritto di ottenere dalla sua banca.
dichiarazione
di appartenenza alla categoria di "operatore qualificato"
sottoscritta dal Legale Rappresentante dell’azienda;
“contratto
quadro” (ovvero, NORME GENERALI CHE REGOLANO I CONTRATTI DI
SWAP) contestuale alla sottoscrizione, almeno, della prima operazione
di Swap effettuata dall’azienda;
modulo
di ordine per ciascuna operazione di Swap eseguita, debitamente
compilata e sottoscritta dall'azienda;
conferme
di esecuzione di ciascuna operazione di Swap, debitamente compilate e
sottoscritte dalla banca;
eventuali
documenti relativi a rimodulazione o estinzione delle operazioni di
Swap precedentemente poste in essere;
misura
della Centrale dei rischi del mese antecedente l’operazione di
swap;
statuto
della Società;
estratti
conto dall’anno di inizio delle operazioni di swap;
Inoltre,
si rivela particolarmente utile ogni eventuale altro documento,
appunto, fax che si riferisca alle operazioni di Swap, anche se
"informale", in possesso dell’azienda oltre che le
opportune informazioni sull'indebitamento aziendale, specie se sono
presenti altre operazioni Swap (es. mutui) sulla cui base la banca ha
proposto la sottoscrizione dell’operazione di Swap.
COSA
SONO GLI STRUMENTI DERIVATI
Nati
da un’intuizione della geniale mente di Modigliani, premio
Nobel per l’economia, gli strumenti “derivati” sono
dei particolari strumenti finanziari la cui caratteristica distintiva
è di derivare il proprio valore da variabili esterne allo
strumento stesso, definite attività sottostanti, da cui la
loro natura derivata. Le variabili sottostanti i titoli derivati
possono essere molteplici e di vario genere come, a titolo
esemplificativo, un altro titolo (ad es., un'azione o
un'obbligazione), l’andamento di una o più valute,
l’evoluzione di un di un determinato tasso di interesse o di un
altro Indice di riferimento (ad es., azionario, obbligazionario, su
tassi o su valute).
COS’E’
LO SWAP
L’oggetto
di alcuni dei più recenti contenziosi in materia di rapporti
banche-imprese sono alcune operazioni denominate SWAP (letteralmente,
scambio), una particolare tipologia di contratti appartenenti alla
più vasta categoria degli strumenti “derivati”. Le
tipologie di Swap maggiormente diffuse sono due: gli Interest Rate
Swap (letteralmente, Scambio di Tassi d’Interesse) ed i
Currency Swap (letteralmente, Scambio di Valute). La prima tipologia
di Swap è quella ga più diffusa nella compagine delle
imprese italiane, specie delle medie e piccole imprese, e qui di
seguito se ne menzionano i tratti più salienti.
Negli
Interest Rate Swap le controparti si impegnano a scambiarsi
reciprocamente, alle scadenze e con le modalità sottoscritte
nel contratto, gli interessi calcolati su un capitale nozionale (mai
scambiato) ed a un tasso d’interesse differente per ciascuna
controparte. Tipicamente, infatti, una controparte si impegna a
versare interessi calcolati ad un tasso fisso, mentre l’altra
controparte pagherà interessi in base ad un tasso variabile,
di qui lo “Swap” (scambio).
Questo
tipo di operazioni nascono per rispondere alle esigenze, di segno
opposto per le due controparti, di fronteggiare le fluttuazioni che
subiscono nel tempo i tassi (sia di interesse o di cambio) oggetto
delle descritte operazione. Infatti, chi si impegna a pagare
interessi fissi è tipicamente già indebitato ad un
tasso variabile e vuole tutelarsi dal rischio di rialzo dei tassi
d’interesse che gli comporterebbe eccessivi oneri passivi.
Dall’altra parte, la controparte che nell’operazione di
Interest Rate Swap si impegna a pagare interessi variabili spera di
trarre vantaggio dalle fluttuazioni dei tassi d’interesse,
sperando spesso in un ribasso dell’indice di riferimento.
Un’operazione
di Interest Rate Swap come quella appena descritta può essere
di “copertura”, ovvero una sorta di “assicurazione”
costruita solo dopo un’attenta analisi della situazione
finanziaria delle controparti e delle loro rispettive esigenze. Ci
possono poi essere altre motivazioni che possono spingere un
operatore a sottoscrivere un contratto di Interest Rate Swap, come
ragioni speculative, ma è da escludere che questo tipo di
operazioni possano interessare aziende che non hanno come scopo
societario la speculazione finanziaria.
Ciò
che purtroppo si è manifestato, a volte, negli ultimi anni in
Italia è un utilizzo inadeguato dei complessi strumenti sopra
menzionati. Alcune banche italiane, ad esempio, hanno formalmente
utilizzato gli Interest Rate Swap per il loro scopo “istituzionale”,
ovvero quello di “copertura” contro il rialzo dei tassi
di interesse, ma di fatto tali operazioni si sono poi rivelate essere
di natura “speculativa” poiché non perfettamente
calibrate sulle reali esigenze finanziarie delle aziende
sottoscrittrici. La frequente conseguenza di un’operazione
speculativa in strumenti derivati è, notoriamente, il
realizzarsi di ingenti perdite, in questo caso per le aziende che
hanno sottoscritto uno Swap o un altro contratto su strumenti
derivati senza la necessaria conoscenza ed esperienza in materia.
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