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SERVIZI BANCHE DATI
La
Centrale Rischi costituita presso la Banca d’Italia è un
sistema accentrato di raccolta di informazioni riguardanti la
solvenza dei clienti delle banche. Nello specifico, si tratta
di un archivio nel quale vengono inseriti i dati provenienti dalle
banche sui rischi dei propri clienti.
Il
sistema permette agli istituti di credito di conoscere le eventuali
posizioni debitorie che i clienti abbiano verso altre banche ed
archivia tutti gli “insolventi”, ovvero coloro che
risultano incapaci di far fronte ai debiti verso il sistema bancario
per qualsiasi tipo di finanziamento.
La
Centrale Rischi venne istituita con delibera 16 maggio 1962 dal CICR,
Comitato Interministeriale del Credito e del Risparmio, cui
sono demandate le funzioni di indirizzo politico e di alta vigilanza
in materia di credito e tutela del risparmio.
Le
banche devono comunicare mensilmente alla Banca d’Italia
i rapporti di credito in essere nei confronti di ciascun cliente, di
importo pari o superiore ai limiti di censimento definiti nella
Circolare n. 139 dell’11 febbraio 1991.
In
particolare le segnalazioni devono essere inoltrate quando:
la somma dell’accordato ovvero quella dell’utilizzato
del totale dei crediti per cassa e di firma è di importo pari
o superiore a 75.000 €;
il valore delle
garanzie complessivamente ricevute dall’intermediario è
di importo pari o superiore a 75.000 €;
il valore
intrinseco delle operazioni in derivati finanziari è pari o
superiore a 75.000 €;
la posizione del
cliente è in sofferenza per crediti di importi pari o
superiori a 250 €;
l’importo
delle operazioni effettuate per conto di terzi è pari o
superiore a 75.000 €;
il valore nominale
dei crediti acquisiti per operazioni di factoring, sconto di
portafoglio pro soluto e cessione di credito è pari o
superiore a 75.000 €;
sono passati a
perdita crediti in sofferenza di qualunque importo;
il valore nominale
dei crediti non in sofferenza ceduti a terzi dall’intermediario
segnalante è pari o superiore a 75.000 €;
sono stati
ceduti a terzi dall’intermediario segnalante crediti in
sofferenza di qualunque importo, salvo per quelli di importo pari o
inferiore a 250 €.
Quale
è quindi la condizione per essere dichiarati insolventi?
I
clienti sono ritenuti insolventi quando non sono più in grado
di adempiere con regolarità ai propri debiti e la loro
posizione viene “passata a sofferenza” con avvio delle
pratiche per il recupero coattivo.
Inoltre
è opportuno distinguere il “passaggio a sofferenza”
dal semplice “incaglio“. Questa seconda situazione
è quella di coloro che pur trovandosi in difficoltà
temporanee sono costretti a ritardare i pagamenti alla banca e
pertanto alla banca medesima è rimessa la grande
responsabilità di valutare e discernere in quali casi operare
la segnalazione alla centrale rischi.
Il
sistema bancario tende ad escludere dall’accesso al credito
coloro che vengono ritenuti dei “cattivi pagatori“.
Chi viene segnalato per insolvenza, non solo non avrà più
accesso a nuovo credito ma si vedrà chiudere tutte le altre
linee di credito già in corso, anche se esse presentano un
andamento regolare.
La
situazione è differente per coloro che risultano segnalati per
esposizione superiore alla soglia di riferimento. In questi casi la
concessione di nuovi crediti sarà approvata previa un’attenta
valutazione della solvibilità del richiedente, ovvero della
sua capacità di far fronte ai nuovi debiti che si sommano ai
precedenti.
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