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RISTRUTTURAZIONE
DI AZIENDA
CRISI
D'IMPRESA L’azienda è un organismo instabile
in costante ricerca di un equilibrio. Pertanto, le crisi aziendali
sono da considerarsi come una componente permanente del sistema
industriale e imprenditoriale moderno.
Financial Polis
dispone di un collaudato team di professionisti in grado di proporre
soluzioni affiancando ed eventualmente sostituendo il management
aziendale nel compito di salvaguardare il patrimonio dell'impresa
nell'interesse della proprietà, delle maestranze occupate ed
in generale del sistema imprenditoriale.
Ristrutturazione
di imprese in crisi Gli interventi di riorganizzazione
relativi ad imprese italiane sono stati, sino ad oggi, per lo più
di tipo "reattivo", mirati cioè al risanamento di
crisi. L’azienda è un organismo instabile in costante
ricerca di un equilibrio. Pertanto, le crisi aziendali sono da
considerarsi come una componente permanente del sistema industriale
moderno.
Le risposte di
un'impresa di fronte ad una crisi, di tipo strutturale, possono
variare in funzione di due elementi: a) la "condizione di
salute" dell'azienda nel momento in cui viene colpita dalla
crisi e, di conseguenza, la sua capacità di reazione; b)
la durata della crisi strutturale. Se la crisi copre un breve arco
temporale e colpisce un'azienda ben preparata ad affrontarla si
potranno effettuare interventi mirati ("correzioni"),
altrimenti sarà necessaria una vera e propria strategia di
turnaround o addirittura di liquidazione. L'impresa, nella maggior
parte di questi casi, risulta insolvente nei confronti dei creditori,
con evidenti difficoltà nell'adempiere alle proprie
obbligazioni nei confronti di terzi. La mancanza di opportuni
interventi radicali di ristrutturazione pregiudica la stessa
permanenza dell'azienda sul mercato e per evitare il fallimento
l'impresa ha due alternative: una soluzione stragiudiziale di tipo
privatistico o una soluzione concorsuale di tipo giudiziale.
Ristrutturazione
come risposta ai segnali. La crisi aziendale rappresenta
uno stadio del ciclo di vita dell'azienda. Nel corso di tale ciclo,
escludendo situazioni che comportino immediatamente la crisi, alcuni
segnali/avvertimenti informano il management di possibili
complicazioni nel corretto funzionamento dell'azienda o del Gruppo.
Se tralasciati, i segnali diventano dei veri e propri allarmi; se
affrontati con opportune azioni di ristrutturazione ("correzioni"),
si trasformano in reali opportunità di rilancio e
successivamente anche di sviluppo.
La
probabilità di successo dei suddetti interventi di
riorganizzazione è funzione della contemporanea esistenza
delle seguenti condizioni: a) l'esistenza di un piano strategico
che coinvolga tutta l'impresa. La ristrutturazione a livello
finanziario ha significato in ottica di sostegno al riassetto
strategico dell'azienda.
In caso
contrario è elevata la probabilità che si verifichino
effetti illusori di corto respiro ("la strategia industriale
deve precedere quella finanziaria"); b) all'inizio del
processo di ristrutturazione l'impresa presenta una situazione di
equilibrio economico-finanziario, ed affronta quindi la fase di
ristrutturazione con un atteggiamento proattivo orientato ad
anticipare e gestire i fattori di discontinuità, possibili
cause di una situazione di crisi. Viceversa, il restructuring
reattivo, in risposta ad una situazione di crisi, ha minori
probabilità di successo. La tipologia di ristrutturazione
delineata apre una finestra su un modo di ristrutturarsi, non ancora
da "caso clinico", che ha bisogno solo di piccoli
accorgimenti incisivi di ingegneria finanziaria, surrogati da un
piano strategico di ampio respiro. Non si tratta quindi di uno
stato di crisi profonda, ma non si può ancora parlare di
riposizionamento per accrescere il posizionamento competitivo.
Riorganizzazione
aziendale per la crescita Intendere la riorganizzazione
come un passo coraggioso al fine di sfruttare migliori opportunità
onde evitare di incorrere in una ristrutturazione 'forzosa' è
ciò che si sostiene da parte dei maggiori manager di
riorganizzazioni aziendali nella realtà italiana. Prima
definire con precisione cosa s'intenda con l'espressione corporate
restructuring, è necessario chiarire il significato di altri
concetti come:
si intendono gli interventi eseguiti nelle ristrutturazioni nelle
loro definizione più ampia. Da ciò deriva che non è
propriamente esatto parlare di ristrutturazioni latu sensu laddove
ci si riferisca invece ad interventi specifici, come quello di
consolidamento del debito, che fanno capo ad un progetto generale;
si intende un
intervento globale su tutto lo stato patrimoniale
dell'impresa. Questo intervento può essere scisso in due
fasi successive: a) intervento di fire fighting sull'emergenza
del debito, dove l'obiettivo primario è la "sopravvivenza"
della società e dove il successo viene misurato dal fatto che
le banche creditrici rispettino i termini della convenzione tra
creditori finanziari per un periodo di tempo sufficiente ad eseguire
la seconda fase; b) intervento di ristrutturazione dell'attivo
patrimoniale, da intendersi non come ristrutturazione in generale,
ma come uno strumento singolo.
Sino ad ora la
maggior parte degli interventi attuati dalle istituzioni finanziarie
che hanno assistito i "malati gravi" della nostra economia
sono stati prevalentemente del tipo precedentemente esposto. Nei
casi in cui erano disponibili dei business plans questi erano
soprattutto rivolti a definire il nuovo programma di ripagamento del
debito e/o stabilire eventuali rapporti di conversione del debito in
capitale, includendo raramente dei progetti di dismissione degli
attivi. Non si trattava di certo di piani di corporate
restructuring, intesi come piani di intervento integrati finalizzati
allo sviluppo ed alla crescita aziendale. Il significato che il
Corporate Restructuring deve assumere, per rispondere alle sfide del
mercato globale, risiede nella capacità di intervenire ogni
qualvolta esista un gap tra valore potenziale e valore corrente
dell'azienda.
Le aziende
devono essere in grado di:
valutare continuamente e con estrema attenzione la propria
situazione;
sviluppare una
attenta capacità di autodiagnosi volta a verificare la
possibile presenza di una riserva di valore potenziale inespresso;
riuscire ad
identificare le opportunità che consentano di utilizzare tale
riserva di valore mediante miglioramenti/cambiamenti interni od
esterni.
La conclusione a
cui si deve pervenire è che con il concetto di corporate
restructuring deve intendersi, in primis, un intervento integrato e
sinergico di tutte le variabili aziendali. La conduzione di
ciascun processo di ristrutturazione dovrà essere flessibile,
multiobiettivo e quindi mai standardizzato. Ciascuna realtà
aziendale, all'interno del contesto competitivo in cui opera, dovrà
essere in grado di interpretare e prevedere l'evoluzione ed i segnali
ambientali in modo da approntare sistematicamente un continuo
processo di ristrutturazione. Ciò le consentirà,
nella maggior parte dei casi, di evitare situazioni di dissesto e
crisi e perseguire l'obiettivo costante di massimizzazione del valore
aziendale.
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