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Foreign exchange market
Il
foreign
exchange market
(spesso abbreviato in
Forex)
si ha quando una valuta viene scambiata con un'altra. Il forex è
di gran lunga il più grosso mercato nel mondo, in termini di
valore delle transazioni, e include gli scambi che avvengono tra
grosse istituzioni bancarie, banche centrali, speculatori valutari,
imprese multinazionali, governi, e altri mercati finanziari ed
istituzioni. L'attività di scambio che ha luogo nei mercati
forex globali assomma a più di 1.900 miliardi di dollari al
giorno (in media). I trader retail (piccoli speculatori) sono una
parte minima di questo mercato. Essi possono partecipare solo
indirettamente per il tramite di broker o banche e possono essere
vittime di forex scams.
A
quanto sostiene Peter Garnham sul sito del Financial Times, "Il
forex avrà duplicato la sua dimensione l'anno prossimo, in
soli tre anni, grazie ad un incremento della partecipazione da parte
dei gestori di fondi e dei fondi pensione, è quanto sostenuto
da una ricerca uscita quest’ anno. TowerGroup, una società
di consulenza e ricerca finanziaria, dice di attendersi che i volumi
totali giornalieri sul forex eccedano i 3.000 miliardi di dollari nel
2007. I volumi del forex, cresciuti dai 1.770 miliardi di dollari del
2004 ai 2.000 miliardi l'anno scorso, erano destinati a crescere fino
a 2.600 miliardi di dollari quest'anno e fino a 3.600 miliardi di
dollari l'anno prossimo, per via dell'accettazione del mercato
valutario come un asset class a tutti gli effetti, nelle parole della
TowerGroup.
Storia
Il
mercato forex è un mercato monetario interbancario o tra altre
controparti, creato nel 1971 quando cominciarono ad apparire tassi di
cambio fluttuanti. Il foreign exchange market è enorme se
comparato ad altri mercati. Ad esempio, il volume medio giornaliero
di scambi che riguardano i buoni del Tesoro USA è di 300
miliardi di dollari e il mercato azionario USA ha un volume medio
giornaliero di meno di 10 miliardi di dollari. Dieci anni fa il Wall
Street Journal ha stimato che il volume giornaliero degli scambi che
avvengono sul forex ecceda i 1.000 miliardi di dollari. Oggi questa
cifra è cresciuta fino ad eccedere i 1.800 miliardi di dollari
al giorno.
Prima
del 1971 un accordo internazionale denominato Bretton Woods Agreement
impediva la speculazione sui mercati valutari. Gli accordi di Bretton
Woods erano stati conclusi nel 1944 con il fine di stabilizzare le
valute internazionali e prevenire la fuga dei capitali tra le
nazioni. Questi accordi fissarono un tasso di cambio tra tutte le
valute ed il dollaro e fissarono il tasso di cambio tra il dollaro e
l'oro (35 dollari per oncia). Prima di tale accordo il gold exchange
standard era in uso fino dal 1876.Il gold standard prevedeva l'uso
dell'oro come base di ciascuna valuta e in questo modo impediva a re
e governanti di svalutare arbitrariamente il denaro e di innescare
l'inflazione.
Il
gold exchange standard presentava, comunque, dei problemi. Al
crescere, un'economia avrebbe importato beni dall'estero fino
all'esaurimento delle riserve auree. Il risultato di ciò era
una restrizione dell'offerta di moneta nel paese che causava un
innalzamento dei tassi di interesse comportante un rallentamento
dell'attività economica che avrebbe potuto portare anche alla
recessione.
Infine
la recessione avrebbe causato una caduta dei prezzi dei beni così
in basso che essi sarebbero apparsi convenienti ad altri paesi. Ciò
a sua volta portava ad un flusso inverso di oro in
entrata
nell'economia e il risultante aumento nell'offerta di moneta causava
una caduta del tasso d'interesse ed un rafforzamento dell'economia.
Tali pattern di boom-recessione erano frequenti nel mondo durante gli
anni del gold exchange standard e fino allo scoppio della Prima
guerra mondiale che interruppe il libero flusso degli scambi e di
conseguenza i movimenti dell'oro.
Dopo
la guerra fu adottato il Bretton Woods Agreement , col quale le
nazioni partecipanti accettavano di mantenere il valore delle loro
valute all'interno di uno stretto margine di cambio con il dollaro.
Un tasso era anche fissato per stabilire il rapporto del dollaro
rispetto all'oro. Alle nazioni era proibito di svalutare la propria
valuta oltre il 10% per migliorare la propria posizione commerciale.
In seguito della Seconda guerra mondiale il commercio internazionale
si espanse rapidamente per via delle esigenze di ricostruzione
post-bellica e ciò comportava massicci movimenti di capitali.
Ciò destabilizzava i tassi di cambio che erano stati fissati
per mezzo degli accordi di Bretton Woods.
Tali
accordi furono infine abbandonati nel 1971, e in seguito a ciò
il dollaro non fu più convertibile in oro. A partire dal 1973,
le valute delle nazioni maggiormente industrializzate divennero più
liberamente fluttuanti, essendo spinte principalmente dalle forze
dell'offerta e della domanda. I prezzi erano formati da volumi,
velocità e volatilità crescenti durante gli anni 70.
Ciò porto alla nascita di nuovi strumenti finanziari, alla
deregolazione del mercato e al libero scambio. Comportò
inoltre un aumento del potere degli speculatori.
Negli
anni 80 i movimenti internazionali di capitali ebbero
un'accelerazione per l'avvento dei computer ed il mercato divenne
continuo, con scambi che si svolgevano tra i continenti asiatico,
europeo ed americano, ed i relativi fusi orari. Le grosse istituzioni
bancarie crearono sale operative in cui centinaia di milioni di
dollari, sterline, euro, e yen venivano scambiati nel giro di pochi
minuti. Gli odierni broker operano quotidianamente nel forex,
avvalendosi di strumenti elettronici, ad esempio a Londra, dove
singoli scambi per decine di milioni di dollari vengono conclusi in
pochi secondi. Il mercato è cambiato significativamente
essendo la maggior parte delle transazioni finanziarie finalizzate
non all'acquisto o alla vendita di beni ma al fine di speculare sul
mercato essendo l'intento della gran parte degli operatori di fare
soldi con i soldi.
Londra
si è affermata come il principale centro finanziario globale
ed è il più grosso mercato forex del mondo. Tale
affermazione non è dovuta solo al suo posizionamento, che le
consente di operare durante l'apertura dei mercati asiatici ed
americano, ma anche per alla creazione del mercato dell'
Eurodollaro.
Il mercato dell'Eurodollaro si venne a creare durante gli anni 50
quando i proventi che l'Urss derivava dalla vendita del petrolio,
tutti denominati in dollari, venivano depositati al di fuori degli
USA per il timore che venissero bloccati dalle autorità
statunitense. Questa pratica fece sì che un grosso
quantitativo di dollari statunitensi si trovasse al di fuori del
controllo degli Stati Uniti. Queste vaste riserve di liquidità
erano molto attraenti per gli investitori di tutto il mondo in quanto
erano soggette ad una regolazione molto meno penetrante e offrivano
una redditività più elevata.
Al
giorno d'oggi Londra continua a crescere in quanto un numero
crescente di banche americane ed europee stabiliscono i loro
quartieri generali regionali nella city. I volumi scambiati su questi
mercati sono enormi e le banche più piccole, gli hedgers
commerciali e i piccoli investitori hanno raramente accesso diretto a
questo mercato liquido e competitivo, sia perché non
soddisfano i requisiti di credito necessari sia perché le
dimensioni delle loro transazioni sono troppo limitate. Ad ogni modo
oggi i market maker possono scomporre le loro grosse unità
inter-bank ed offrire ai
piccoli operatori l'opportunità di comprare e vendere un
numero qualsiasi di tali unità più piccole (lots).
Dimensione e liquidità
del mercato
Il
forex è unico sotto numerosi profili:
volume degli scambi,
l'estrema
liquidità del mercato,
il
gran numero e la varietà degli operatori attivi sul mercato,
il
decentramento geografico,
la
durata giornaliera degli scambi - 24 ore al giorno (fatta eccezione
per i weekend)
la
varietà di fattori che influenzano i tassi di cambio.
A
quanto risulta dallo studio Triennial Central Bank Survey 2004 della
Banca dei Regolamenti internazionali, il turnover giornaliero medio
sui mercati forex tradizionali è stimato ammontare a 1.880
miliardi di dollari. Le medie giornaliere relative all'aprile di
differenti anni, in miliardi di dollari sono rappresentate nel
grafico seguente:
Turnover
del mercato forex globale:
621 miliardi di
dollari spot
1.260
miliardi di dollari in derivati, di cui
208
miliardi di dollari in foward
944
miliardi di dollari in forex swaps
107
miliardi di dollari in FX options.
I
futures contracts relativi al forex furono introdotti nel 1972 alla
Chicago Mercantile Exchange ed essi sono attivamente scambiati in
relazione con la maggior parte degli altri contratti future. Il
volume dei Forex futures volume è cresciuto rapidamente negli
ultimi anni, pur ammontando solo al 7% circa del volume totale del
mercato forex, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal
Europe (5/5/06, p. 20).
I
dieci trader più attivi effettuano circa il 73% del volume
degli scambi, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal
Europe, (2/9/06 p. 20). Queste grandi banche internazionali
forniscono in continuazione al mercato sia i prezzi bid (di acquisto)
che ask (di vendita). Il bid/ask spread è la differenza tra i
prezzi alla quale una banca od un market maker è disposto a
vendere ("ask", o "offer") ed il prezzo al quale
un market maker è disposto a comprare ("bid") da un
cliente wholesale. Questo spread è minimo per coppie di valute
molto scambiate, ammontando solitamente a soli 1-3
pip.
Ad esempio, il rapporto bid/ask tra EUR/USD sarebbe 1,2200/1,2203. Il
volume minimo per la maggior parte delle transazioni è
solitamente 100.000 dollari.
Tali
spread possono non applicarsi alla clientela retail delle banche, le
quali in genere fanno un mark up sul rapporto portandolo in ipotesi a
1,2100 / 1,2300 per i trasferimenti, o 1,2000 / 1,2400 per le
banconote od i travelers' cheques. I prezzi spot dei market makers
variano, ma tra EUR/USD solitamente non superano i 5 pip (ossia
0,0005). La concorrenza ha determinato un notevole restringimento
degli spread per le maggiori valute, fino a minimi che variano tra 1
e 1,5 pip.
Strumenti
finanziari
Le
tipologie di strumenti finanziari comunemente utilizzate sono
molteplici.
Forward
transaction:
Un modo per fare fronte al rischio di cambio è l'entrare in un
contratto forward. In tale transazione, il denaro non passa di mano
fino ad una data futura prestabilita. Un compratore ed un venditore
si accordano su di un tasso di cambio in una data futura, e la
transazione si verifica in quella data al tasso di cambio stabilito,
indipendentemente dai tassi di cambio di mercato effettivi. La durata
di un tale contratto può essere di giorni, mesi o anche anni.
Futures:
I futures sulle valute estere sono transazioni forward caratterizzate
da importi e scadenze standard - ad esempio, 500.000 sterline il
prossimo Novembre ad un tasso prestabilito. I Futures sono
standardizzati e sono solitamente scambiati in un mercato creato ad
hoc. La durata media del contratto è di circa 3 mesi. I
contratti futures solitamente comprendono qualsiasi ammontare di
interessi.
Swap:
La tipologia più comune di transazione forward è lo
swap su valute. In uno swap, due parti si scambiano valute per un
certo periodo di tempo e si accordono ad invertire la transazione in
una data futura. Gli swap non sono contratti standard e non vengono
scambiati in un mercato.
Spot:
Una transazione spot è uno scambio caratterizzato dalla
scadenza di due giorni, diversamente dai Futures contracts, che
solitamente hanno scadenza di tre mesi. Questa transazione
rappresenta uno "scambio diretto" tra due valute, ha la
durata più breve, e riguarda denaro liquido più che un
contratto; e gli interessi non sono inclusi nella transazione
concordata. I dati per questo studio provengono dallo Spot market.
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