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ECONOMIA COGNITIVA
L'economia
cognitiva è una
nuova branca dell'economia, che si è sviluppata in ambito
accademico dopo l'attribuzione del premio Nobel per l'economia a
Vernon Smith e a Kahneman nel 2003.
Alla base dell'economia cognitiva è
il superamento del principio cardine dell'economia neoclassica, la
razionalità degli agenti economici, nonché una critica
della lontananza tra il mondo empirico e i modelli teorici proposti
dall'economia neoclassica.
Alla luce di diversi risultati
ottenuti nell'ambito della psicologia cognitiva infatti, l'approccio
classico della teoria dell'utilità attesa à
la Von
Neumann-Morgenstern non descriverebbe accuratamente il comportamento
degli operatori economici (intendendo il termine nella sua accezione
più ampia: consumatori, risparmiatori, lavoratori,
ricercatori, professionisti, imprenditori). Ad esempio, la teoria
classica dell'utilità attesa di norma ipotizza che, se si
possiede una maggiore quantità di un bene si provi una
maggiore soddisfazione (appunto, utilità; tale ipotesi di
regolarità va sotto il nome di ipotesi di non
sazietà locale).
Kahneman osserva invece che il livello di soddisfazione o
insoddisfazione raggiunto dall'operatore economico non dipende dalla
quantità assoluta del bene posseduto, ma spesso piuttosto
dalla differenza tra una condizione iniziale e una finale. Le
violazioni delle ipotesi di razionalità osservate da Kahneman
non sono episodiche, ma sistematiche. Questo incide in maniera
rilevante sulla definizione del problema del comportamento economico
e, di conseguenza, impone innovazioni teoriche profonde alla
posizione tradizionale della teoria.
Ciò non significa
necessariamente che le persone agiscano in maniera irrazionale; due
importanti qualificazioni sono necessarie al riguardo. In primo
luogo, il concetto di razionalità nella teoria economica non è
immediatamente riconducibile all'accezione comune del termine, ma
consiste in una serie di ipotesi di regolarità delle
preferenze degli agenti economici, finalizzate a consentirne la
rappresentazione tramite funzioni matematiche dette funzioni di
utilità.
In secondo luogo, l'alternativa al
concetto di razionalità dell'economia neoclassica non è
unica: se il lavoro di economisti quali Vernon Smith e Daniel
Kahneman ha attirato l'attenzione degli economisti verso i risultati
della psicologia cognitiva, esistono approcci differenti, ad esempio
quello della razionalità limitata ipotizzata da Herbert Simon.
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