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Il Trust in Italia

by Sipolino Fabio 5. luglio 2012 07:45

http://www.il-trust-in-italia.it/

 

I documenti sotto citati sono reperibili nei relativi sommari.
Recentissime:

Il Tribunale di Reggio Emilia
(22 giugno 2012) nell’ambito di un procedimento di separazione personale i coniugi, in ossequio al principio di autonomia contrattuale, possono disciplinare nelle condizioni di separazione aspetti patrimoniali e personali della vita coniugale. Il Tribunale ha rifiutato l’omologazione della separazione avendo i coniugi, con lo scopo di adempiere il loro obbligo alimentare come ascendenti nei confronti dei nipoti, inteso porre in essere un “negozio destinatorio puro”, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2645 ter c.c., su un immobile di loro proprietà senza accompagnare tale vincolo da alcun altro negozio che abbia l’effetto di trasferire la proprietà del bene. Ritengono i giudici inammissibile la creazione di un vincolo di destinazione “autoimpresso”, e che l’art. 2645 ter c.c. sia una norma sugli effetti complementari rispetto a quelli traslativi e obbligatori delle singole figure negoziali cui accede il vincolo di destinazione. Né le condizioni sottoposte dai coniugi al Tribunale possono essere ricondotte all’istituzione di un trust autodichiarato in ragione della diversa essenza dei due istituti. (Area Riservata »» Giurisprudenza italiana)

Il Tribunale di Lucca
(24 aprile 2012) dichiara che è nulla la clausola dello statuto di srl che, per il caso di azioni in trust, rimette all’atto istitutivo del trust di determinare a chi spetti il diritto di voto; nel caso di specie, il diritto di voto sarebbe spettato al guardiano, ma il Tribunale ritiene che questo sia inammissibile e che il diritto di voto spetti sempre e comunque al trustee (Area Riservata »» Giurisprudenza italiana)

CNN - Commissione Studi d’Impresa
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha approvato "note sul trust istituito da imprese in crisi (in funzione liquidatoria)". (Area Riservata »» Consigli Nazionali Professionali)

Agenzia delle Entrate
Direzione Regionale della Liguria, interpello del 29.05.2012; l’Agenzia ritiene che nel negozio fiduciario il collegamento negoziale comporta l’obbligo del fiduciario di trasferire o ritrasferire al fiduciante o ad un terzo il bene o diritto acquistato con il primo negozio. In un contratto di affidamento, consistito nella intestazione in capo agli affidatari di un immobile da destinare ad abitazione ed al mantenimento dell’affidante, l’atto con cui termina l’affidamento e si concretizza la trasmissione del bene immobile da parte degli affidatari fiduciari all’affidante, non genera un incremento di ricchezza ma realizza un riassetto patrimoniale pubblicistico con un proprio bene affidato in proprietà con destinazione, poiché il valore economico del bene appartiene dalla sua formazione all’affidante. L’agenzia delle Entrate ritiene applicabile l’imposta di registro in misura fissa ai sensi dell’art. 11 della tariffa parte prima allegata al DPR 131/1986. (Area Riservata »» Amministrazione)

Affidamento fiduciario: trascrizione di dichiarazione di fiducia
(26 aprile 2012) trascritto un atto di riconoscimento di affidamento fiduciario avente ad oggetto l’acquisto da parte degli figli, in qualità di fiduciari della loro madre, di un immobile da destinare ad abitazione ed al mantenimento di quest’ultima. Al momento dell’acquisto dell’immobile, avvenuto 14 anni prima dell’odierno riconoscimento, l’affidamento fiduciario esisteva in forza di intese verbali non formalizzate. (Area Riservata »» Pubblicità immobiliare)

Affidamento fiduciario: rilasciato codice fiscale

La Commissione Tributaria Regionale di Venezia-Mestre
(21 febbraio 2012) rileva che l’istituzione di un trust non genera un incremento patrimoniale e non è rivelatore di capacità contributiva. Allineandosi ai precedenti, la commissione ribadisce che al momento dell’istituzione del trust si deve applicare l’imposta in misura fissa e rinvia l’imposizione al momento della effettiva attribuzione patrimoniale dei beni ai beneficiari del trust. (Area Riservata »» Giurisprudenza italiana)

La Commissione Tributaria Provinciale di Treviso
(22 febbraio 2012) conformandosi ai precedenti ribadisce che agli atti di trasferimento di beni in trust si applicano le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa. (Area Riservata »» Giurisprudenza italiana)

Il Tribunale di Reggio Emilia
(2 maggio 2012) ritiene che il trasferimento al trustee dell’intero patrimonio societario attivo e passivo della società disponente deve, per la validità del trasferimento, portare alla individuazione concreta della consistenza del patrimonio ceduto. Questo requisito non è soddisfatto ove, anziché allegare un inventario dei cespiti aziendali ed un estratto dei libri contabili riportanti debiti e crediti, vi sia uno specchietto del bilancio che indichi voci prive di significato. Questa indeterminatezza sull’effettivo trasferimento anche delle posizioni creditorie, nell’ambito di una procedura di espropriazione forzata presso terzi impedisce al giudice di assegnare il credito oggetto di pignoramento al creditore procedente. (Area Riservata »» Giurisprudenza italiana)

Il Tribunale di Reggio Emilia
(26 aprile 2012) ritiene necessaria la chiamata in causa dei beneficiari "contingent" nella revocatoria dell’atto di dotazione di un trust. Ritenendoli titolari di una aspettativa sui beni in trust, li qualifica come litisconsorti necessari. (Area Riservata »» Giurisprudenza italiana)

Il Tribunale di Napoli
(decreto 13 marzo 2012) respinge il ricorso mirante alla revoca del trustee, che non avrebbe fornito informazioni ai beneficiari, applicando la giurisprudenza straniera sull’esercizio dei poteri discrezionali e sull’esistenza di un diritto incondizionato dei beneficiari ad ottenere informazioni.(Area Riservata »» Giurisprudenza italiana)

La Commissione Tributaria Regionale di Firenze
(17 novembre 2011) pronunciandosi su un trust liberale in favore dei discendenti del disponente, afferma che l’imposta sulle donazioni è dovuta soltanto quando si verificano le condizioni che consentono di determinare i soggetti ai quali spetterà il fondo in trust; il solo effetto segregativo conseguente alla istituzione del trust non costituisce un presupposto imponibile a sé stante in mancanza dell’arricchimento di alcuno. (Area Riservata »» Giurisprudenza Tributaria)

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