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Il crollo del sistema di Bretton Woods

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:12

Il crollo del sistema di Bretton Woods


Tra il 1945 e il 1949 gli USA registrarono immensi avanzi della bilancia dei pagamenti

dovuti all'attuazione del Piano Marshall. Con la ripresa dell'Europa negli anni 50 si tramutò in

disavanzo, erano tuttavia fino al 1957 molto contenuti, anche se permettevano a Giappone e Europa

di arricchirsi di riserve di dollari. Gli USA saldavano i disavanzi principalmente in dollari. I paesi

erano disposti ad accettarli per 3 motivi: 1) gli USA erano pronti a convertirli in oro 2) i dollari

erano una moneta internazionale 3) i depositi in dollari fruttavano un interesse, i depositi in oro no.

A partire dal 1958 i disavanzi della bilancia americana aumentavano sensibilmente per via

dell'aumento dei capitali in uscita (ΔBK<0, per via degli investimenti in Europa) e un aumento

dell'inflazione per via della creazione di moneta necessaria per i finanziamenti alla guerra in

Vietnam (ΔBC<0 dovuto ad una riduzione della competitività), si è visto a pg 57 che se si aumenta

la liquidità nel sistema questa si trasferisce all'estero, gli Usa finaziavano i loro disavanzi

essenzialmente in dollari e quindi arricchiva le riserve internazionali di dollari estere. Inoltre le

riserve auree statunitense diminuirono da 25 miliardi di $ nel 1949 a 11 miliardi di $ nel 1970.

Gli USA ritenevano di non poter correggere il disavanzo tramite una svalutazione. Si tentò il

twist dei tassi di tenere alti i tassi a breve termine per incoraggiare i movimenti di capitali, e bassi

quelli allungo termine per incoraggiare la crescita ma non funzionò. Per scoraggiare la diminuzione

delle riserve auree, e quindi la conversione in ora vennero creati i Roosa Bonds, buoni del tesoro a

medio termine denominati in $ con un tasso di cambio garantito, ma le riserva auree continuavano a

ridursi fino a che le riserve statunitensi all'estero nel 1970 superarono di 4 volte le riserve

statunitensi in oro.

Era necessario un riallineamento della parità, e vi erano aspettative prevalenti sui mercati

che gli USA avrebbero prima o poi svalutato il dollaro, che portarono a fortissimi e destabilizzanti

flussi di capitali in uscita dal dollaro.

Il 15 agosto del 1971 il presidente Nixon fu obbligato a sospendere la convertibilità in oro

del dollaro. Il sistema di Bretton Woods era finito. E' difficile stabilire se i benefici del signoraggio,

cioè i benefici ricevuti da un paese dall'emissione di moneta quando la sua moneta viene utilizzata

come moneta internazionale, abbiano compensato lo svantaggio di non poter mai svalutare il

dollaro.

Nel dicembre del 1971, i rappresentanti del Gruppo di Dieci (i 10 paesi industrializzati più

importanti) si incontrarono a Washington presso la Smithsonian Institution dove ebbero luogo gli

Smithsonian Agreement. Venne deciso di aumentare il prezzo dell'oro da 35$ a 38$ per oncia che

portò ad una svalutazione del dollaro del 9%, venne allargata la banda di fluttuazione dal 1% al

2,25%. poiché il dollaro non era più convertibile il sistema era diventato un dollar standard.

Tuttavia un immenso disavanzo americano nel 1972 portò ad una ulteriore svalutazione del

dollaro del 10% nel febbraio del 1973 anticipata dall'ondata speculativa contro il dollaro.

Nel marzo del 1972 i sei paesi membri del Mercato comune europeo decisero di lasciar

fluttuare le proprie valute nei confronti del dollaro con una banda di oscillazione del 2,25% (il

cosiddetto serpente europeo).

Quando nel marzo del 1973 la speculazione contro il dollaro si riaccese, le autorità

monetarie dei principali paesi industrializzati decisero di lasciare che le proprie valute fluttuassero

in modo autonomo oppure in modo congiunto (come in Europa).

Le cause di fondo della caduta del sistema vanno ricercati in problemi di liquidità, cioè

dell'ammontare delle riserve internazionali disponibili in relazione al proprio bisogno, e nella caduta

della fiducia nel dollaro dovuti ai continui disavanzi della bilancia commerciale, la fiducia, la

liquidità e l'aggiustamento sono infatti i criteri che ci consentono di giudicare un sistema monetario

internazionale.

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