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CARTOLARIZZAZIONI - CONTRATTO IN FRODE ALLA LEGGE - INOPPONIBILITA' - ACCERTAMENTO INCIDENTER TANTUM

by Sipolino Fabio 2. settembre 2011 07:35

Legittimazione sostanziale e processuale della resistente

Con atto notificato il 13 aprile 2011, la resistente intimava distinte copie del medesimo atto di precetto agli attuali ricorrenti minacciando l’esecuzione forzata su beni di loro proprietà per un importo indicato in apodittici €.290.973,34 “in via privilegiata ipotecaria”, asseritamente dovuti in forza di atto di “concessione di ipoteca” del 1° ottobre 1984, di “contratto di mutuo edilizio” nei confronti del comune dante causa dei ricorrenti, sig. Tizione Tizio, datato 6 febbraio 1985, nonché di “erogazione e quietanza  di mutuo edilizio… e frazionamento in.15 quote del mutuo stesso e della relativa ipoteca” del 17 gennaio 1986, atti tutti per notar Romolo Romani debitamente registrati in Belpaese presso l’Agenzia delle Entrate rispettivamente in data 4 ottobre 1984 al n.381, 11 febbraio 1985 al n.97 e 21 gennaio 1986 al n.30.

Per vero, copia dei detti atti, l’uno in fila l’altro, veniva alligata a ciascuna copia dell’atto di precetto come innanzi e così notificata con attestazione di conformità “all’originale esibitomi” resa dall’ufficiale giudiziario in data 25 marzo 2011.

Unica traccia di una formula esecutiva del “titolo” potrebbe rinvenirsi alla cinquantesima seconda pagina (pag.52) del cospicuo plico seguito poi da altre decine di pagine prima dell’attestazione di conformità di cui innanzi rilasciata a tergo di una piantina di un progetto, il tutto senza timbri di congiunzione.

Orbene, agisce in giudizio –azionando i “titoli” (rectius i “contratti” spediti in forma non esecutiva) con il precetto- tal società per azioni denominata “XYFondiario” con sede in Roma alla via ===, spendendo la qualifica di mandataria di Alfa Finance srl con medesima sede della mandataria, il tutto in forza di atto estero depositato in Italia.

Alfa Finance srl spende la qualifica di titolare del credito azionato, quale cessionaria dello stesso in forza di atto imprecisato del 2005, per averne fatto acquisto da tal società a responsabilità limitata Beta Gestione Crediti già Cassa di Risparmio Vattelapeschiana SpA a sua volta cessionaria in forza di altro atto imprecisato del 1998 per averne fatto acquisto da Cassa di Risparmio di Vattelapesca SpA.

I cennati atti di provenienza del credito in capo alla mandante Alfa Finance srl non sono sufficientemente menzionati nell’atto di precetto, né sono stati allo stesso alligati, sì da rendere pressoché impossibile la verifica della veridicità di quanto ivi e comunque la regolarità degli stessi.

Ed invero, ai sensi della Legge dello Stato di cui al Testo unico dell'imposta di registro, approvato con D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, gli atti [specificamente anche il deposito di atti stipulati all’estero che importano il trasferimento della proprietà o di altri diritti reali, anche di garanzia (quale è un atto di cessione di credito ipotecario =cioè  garantito da ipoteca=)] soggetti all’imposta di registro devono essere registrati secondo le tariffe di legge di cui alle allegate tabelle normative (nel caso di cessione di credito in misura fissa oltre iva come per legge ovvero nella misura dello0,50% del’importo della cessione a seconda della qualificazione dell’atto di cessione medesimo, se ritenuto operazione a breve o a lungo termine). In mancanza, l’atto non registrato, come per legge, deve ritenersi inefficace e comporta la inopponibilità dello stesso nei confronti non soltanto dei soggetti privati coinvolti (es. “debitori” ceduti) ma anche di quelli pubblici (id est in primis i Conservatori dei Pubblici RRII e poi tutti quegli altri Pubblici Ufficiali innanzi ai quali gli atti sono presentati, tra cui ad esempio anche i Giudici delle esecuzioni immobiliari eventualmente richiesti, gli Ufficiali Giudiziari comandati e quanti altri per legge).

Né può ritenersi assolto l’obbligo di registrazione ai fini della certezza della data per mezzo della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – Foglio delle inserzioni dell’avviso, richiesta dalla cessionaria o dalla mandante, comunque rappresentando tale attività la estrinsecazione di quella che -per quanto sinora esposto ed in seguito detto- si appalesa quale un vero e proprio contratto simulato dalle parti per conseguire indebitamente vantaggi fiscali e pertanto illecito [cfr. Cassazione Sezioni unite civili 15029/2009]. RIF.= http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=88714&idCat=33

Invero, il contratto “in frode alla legge” (fiscale) è un contratto con causa illecita ex art.1344 del codice civile e pertanto nullo ed inefficace per difetto dei requisiti essenziali del contratto di cui all’art.1325 dello stesso codice.

Per conseguenza -non potendosi non ritenere che esclusivamente finalizzate alla frode della legge fiscale le cessioni a società ramo di società cedente stessa in quanto fittiziamente poste in essere al solo scopo di realizzare l’ingiusto profitto del lucro dell’iscrizione al passivo in stato patrimoniale della minor somma tra la originaria iscrizione delle attività e il minor prezzo conseguito con la fittizia operazione in parola posta in essere- devonsi qualificare quali solo simulate le dette cessioni.

Non sfugga peraltro la congegnata artificiosa procedura di realizzazione dei negozi illeciti detti, anche per illiceità del motivo ex art.1345 del codice civile. Ed invero, tali fittizie operazioni sono introdotte nel mondo giuridico con modalità sospette e non spiegabili se non con l’intento di frodare la legge e già di per sé stesse idonee (tali modalità) ad inficiare la validità degli atti medesimi, e precipuamente la stipula degli atti di cessione per mezzo di scritture private poste in essere in Italia ma autenticate nella firma presso un pubblico ufficiale straniero che se le riceve da altri soggetti incaricati a tanto per mezzo di delibera societaria (privata e non autenticata), solo per menzionare le più evidenti.

A non diverse considerazioni porta l’esame del successivo passaggio consistente nel deposito di atto straniero per mezzo di presentazione di detta autentica di firma con allegato (privo di ogni timbro di congiunzione con l’autentica!) in Italia, effettuato da altro soggetto pure a tanto autorizzato per mezzo di delibera societaria (privata e non autenticata) e soprattutto senza che dell’atto sostanziale allegato all’autentica sia effettuata idonea richiesta di registrazione, artatamente non menzionato espressamente in richiesta di deposito, con palese elusione della norma fiscale e della legge generale (artt.2837 e ss. del codice civile, tra le altre, in tema di “legalizzazione”, id est il mettersi in regola con la tassa di registro).

È notorio l’intento in frode alla legge degli atti in parola, al punto che costituisce ordinario oggetto di denuncia sociale anche a mezzo stampa e di specifiche interrogazioni parlamentari in più sedi (anche europee). Preciso in argomento è lo scritto a firma Luigi di Stefano su www.mirorenzaglia.org che si allega.

Con l’atto di costituzione in giudizio, la resistente SpA XYFondiario, come detto, ha omesso di specificare comunque (essendo chiaro il suo intento di tenere riservati elementi di ricostruzione della vicenda dell’asserito “credito” in parola) i necessari dati di riferimento degli atti di provenienza sia del mandato dalla asserita cessionaria e sia anche i dati stessi delle cessioni menzionate: mancano infatti le indicazioni afferenti data e luogo di stipula, pubblico ufficiale ricevente, estremi di raccolta e repertorio e soprattutto manca l’indicazione della data certa perché non risulta la registrazione degli atti e comunque la loro legalizzazione.

Ciò che comunque è indiscutibile è che un tale “castello” (nome omen, lo si consenta) di carte è indubbiamente costruito con perizia e meticolosa cura per il perseguimento degli illeciti scopi innanzi detti e forse altri.

In buona sostanza, l’attuale giudizio cautelare (come più appresso nel tempo quello di merito) si svolge tra un soggetto (la parte ricorrente) =che in forza di una successione legittima è chiamato a rispondere di un contratto sinallagmatico (peraltro discutibile) costituito da un contratto di mutuo fondiario del lontano 1984 e poi di concessione d’ipoteca del 1985 e poi ancora di erogazione e quietanza del 1986= ed altro soggetto la cui legittimazione ad agire o resistere in giudizio è ben lungi dall’essere finanche lecita per le plurime ragioni esposte che giustificherebbero, come detto, ciascuna la declaratoria di inesistenza/nullità/inefficacia dei numerosi atti posti a giustificazione della successione nel credito e della rappresentanza in giudizio.

Ne consegue che sotto il profilo della legittimazione sostanziale e processuale XYFondiario SpA non ha alcun titolo per stare in giudizio né lo aveva al momento della notifica dell’atto di precetto, che non era legittimata ad intimare. Pertanto, è viepiù fondato il fumus boni juris del giudizio di merito già instaurato nel quale va dichiarato finanche il difetto di rappresentanza giudiziale in capo ad XYfondiario SpA per mancanza di idonea posizione sostanziale della mandante Alfa srl (con accertamento incidenter tantum della nullità del contratto di cessione per causa illecita) e sia anche per vizi propri della procura.

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