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The Power of being Global
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luglio 2012

La Frode dei PPP

by Sipolino Fabio 23. luglio 2012 10:12


PPP (Private Placement Program), piani d’investimento farlocchi

di Dr. Lucio Sgarabotto

Analista Finanziario indipendente NAFOP


Da qualche tempo a questa parte ricevo frequentemente richieste di chiarimenti sui Programmi di collocamento privato (Private Placement Program o PPP). Sembra sia diventata una moda. Purtroppo in tempi di crisi queste sono le mode che si diffondono. Infatti, dietro ai PPP spesso si nascondono truffe note come “schema di Ponzi”. Ponzi, vissuto a cavallo tra l’800 e il ‘900, era un immigrato italiano negli Stati Uniti divenuto famoso per una frode che aveva il seguente schema: 1) promessa di rendimenti elevati senza rischi in poco tempo; 2) ottenimento effettivo di tali risultati nei tempi previsti; 3) incremento delle somme investite da parte del cliente iniziale e di altri clienti invogliati dal diffondersi delle voci; 4) pagamento dei rendimenti permesso dalle nuove sottoscrizioni; 5) interruzione dello schema quando le richieste di riscatto diventano superiori agli incassi, lasciando gli ultimi clienti con le tasche vuote.

I PPP che garantiscono rendimenti elevati senza rischi solitamente funzionano in tal maniera.

A fronte di un deposito, ma anche di beni reali (oro o immobili, per esempio), che fornisce la garanzia il gestore di PPP può operare su varie attività finanziarie. Le più frequentemente usuate sono le MTN (Medium Term Note), strumenti di debito emessi generalmente da banche, sulla cui emissione il PPP incassa una commissione o conosce già un acquirente a cui rivenderli ad un prezzo più elevato di quello d’acquisto. Partecipando con frequenza a queste emissioni e incassando le relative provvigioni ecco generati i profitti elevati. Almeno questa è la spiegazione fornita.

I nomi di questi programmi sono i più svariati e quasi sempre in inglese: “Prime Bank Investment Programs”, “Debenture Programs”, “Guarantees, High Yield Trading Programs”, “Medium Term Note Trading”, “Standby Letter of Credit Trading Programs”, “Roll Programme’s”, ecc.

Per rendere l’operazione attraente i rendimenti promessi sono elevatissimi, naturalmente senza rischio, e, per rinforzare l’idea dell’investimento esclusivo, si sostiene che l’accesso è riservato e che il programma è autorizzato dalla Federal Reserve, o dal Fondo Monetario Internazionale, o dalle Nazioni Unite e così via. Per rendere più credibile l’operazione si asserisce spesso che, data la cospicuità dei guadagni, la stessa Istituzione autorizzatrice impone che una parte dei profitti venga accantonata in un conto speciale per la guerra contro il terrorismo, l’HIV o qualche altra forma di lotta altamente morale. Anche gli importi per entrare nel Programma sono elevati, ma se non si ha l’intera cifra a disposizione è possibile comunque aderire al programma in un pool di investitori i cui fondi saranno impiegati in tutta sicurezza rimanendo nel proprio deposito.

Succede poi si venga informati che il programma è al momento esaurito, ma che, per evitare delusioni e ritardi, si potrebbe permettere al gestore di utilizzare direttamente il deposito, magari tramite delega. Accettata questa condizione il programma può partire. I rendimenti saranno inizialmente elevati e pagati con puntualità e l’investitore inconsciamente diffonderà la truffa parlando in giro degli ottimi risultati ottenuti e coinvolgendo così altre persone.

Ad un certo punto, inaspettatamente, i pagamenti verranno bloccati o subiranno ritardi. Dal gestore verranno accampate le più svariate scuse per giustificare la mancata corresponsione degli interessi: un errore della banca, un codice errato, questo mese gli utili sono stati reinvestiti, il trader si trova in missione all’estero o è stato mandato a far la guerra in Iraq. Questo è l’inizio della fine. O solo la fine.

Fornisco di seguito un elenco di parole o frasi spesso usate in questi raggiri e che dovrebbero allertare:

Humanitarian ProjectsEuropean Banking WeekEuropean Banking YearFacilitatorHigh Yield Investment ProgramCommitment HoldersPrime BanksTop Five, Ten or Twenty World BanksBank Debenture Trading ProgramsSecret Trading ProgramNon-Circumvent AgreementsNon-Disclosure AgreementsGood, Clean, Clear and of Non-Criminal Origin FundsTreasury ApprovedFed ApprovedRoll ProgrammeCompliance OfficerLondon Short FormLondon Short Form Letter of CreditProof of Fund or POFNon-Depletion AccountThe Program Grew out of the Marshall Plan or Bretton Woods Agreement

Sarebbe interessante che chi ha avuto approcci per la sottoscrizione di Private Placement Program riportasse comunicasse sia le modalità di contatto sia le società che li promuovono per verificare se i nominativi coinvolti hanno connessioni con altre truffe o frodi.

Delibera Consob n.17634 relativa ad un programma PPP

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Economia Internazionale: Allegato

by Sipolino Fabio 18. luglio 2012 06:56

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Trattato ACTA

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 06:02

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Patto di Satbilità II

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 06:00

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Patto di Stabilità

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 05:53

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Carta Costituzionale

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 05:21

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Trattato di Lisbona

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:29

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Il funzionamento attuale del FMI

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:17

 

 

Il funzionamento attuale del FMI

Le quote del FMI sono incrementate di modo che alla fine del 2005 le risorse totali

ammontavano a 305,2 miliardi di dollari. La vecchi quota aurea è chiamata quota di primo credito.

 

Il Fondo ha ampliato di recente i suoi compiti fino ad includere quello di aiutare anche i

paesi membri a superare i propri problemi strutturali:

1. Extended Fund Facility (EFF) istituito nel 1974 per sostenere le riforme strutturali nei paesi

membri e ad affrontare le difficoltà nella bilancia dei pagamenti.

2. Supplemented Reserve Facility (SRF) istituita nel dicembre 1997 per provvedere

all'assistenza di breve periodo per le difficoltà nella bilancia dei pagamenti dovuti a crisi di

fiducia nei mercati

3. Compensatory Financing Facility (CFF) istituita nel 1963 per assistenza in caso di cadute

dei proventi delle esportazione o eccessi nell'importazione dei cereali

4. Emergency Assistance diretta a fornire aiuti in caso di disequilibri della bilancia dei

pagamenti dovuti a disastri naturali o disordini politici

5. Poverty Reduction and Growth Facility istituita nel 1999 per fornire assistenza di lungo

periodo in caso di difficoltà profonde e strutturali nella bilancia dei pagamenti.

L'accesso al credito è stato aumentato al 300% della quota conferita. Attualmente chi gode

di più di questi fondi sono i paesi in via di sviluppo. Ai paesi richiedenti prestiti è solitamente

richiesto dal FMI una riduzione della spesa pubblica e un maggior controllo dell'offerta di moneta,

ma mettere in atto tali provvedimenti può portare alla caduta dei governi locali (come è successo in

certi casi), e quindi in molti casi il FMI ha allentato la presa.

 

 

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Il funzionamento attuale del FMI

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:14

Il funzionamento attuale del FMI

Le quote del FMI sono incrementate di modo che alla fine del 2005 le risorse totali

ammontavano a 305,2 miliardi di dollari. La vecchi quota aurea è chiamata quota di primo credito.

Il Fondo ha ampliato di recente i suoi compiti fino ad includere quello di aiutare anche i

paesi membri a superare i propri problemi strutturali:

1. Extended Fund Facility (EFF) istituito nel 1974 per sostenere le riforme strutturali nei paesi

membri e ad affrontare le difficoltà nella bilancia dei pagamenti.

2. Supplemented Reserve Facility (SRF) istituita nel dicembre 1997 per provvedere

all'assistenza di breve periodo per le difficoltà nella bilancia dei pagamenti dovuti a crisi di

fiducia nei mercati

3. Compensatory Financing Facility (CFF) istituita nel 1963 per assistenza in caso di cadute

dei proventi delle esportazione o eccessi nell'importazione dei cereali

4. Emergency Assistance diretta a fornire aiuti in caso di disequilibri della bilancia dei

pagamenti dovuti a disastri naturali o disordini politici

5. Poverty Reduction and Growth Facility istituita nel 1999 per fornire assistenza di lungo

periodo in caso di difficoltà profonde e strutturali nella bilancia dei pagamenti.

L'accesso al credito è stato aumentato al 300% della quota conferita. Attualmente chi gode

di più di questi fondi sono i paesi in via di sviluppo. Ai paesi richiedenti prestiti è solitamente

richiesto dal FMI una riduzione della spesa pubblica e un maggior controllo dell'offerta di moneta,

ma mettere in atto tali provvedimenti può portare alla caduta dei governi locali (come è successo in

certi casi), e quindi in molti casi il FMI ha allentato la presa.

 

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Il funzionamento attuale del FMI

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:14

Il funzionamento attuale del FMI

Le quote del FMI sono incrementate di modo che alla fine del 2005 le risorse totali

ammontavano a 305,2 miliardi di dollari. La vecchi quota aurea è chiamata quota di primo credito.

Il Fondo ha ampliato di recente i suoi compiti fino ad includere quello di aiutare anche i

paesi membri a superare i propri problemi strutturali:

1. Extended Fund Facility (EFF) istituito nel 1974 per sostenere le riforme strutturali nei paesi

membri e ad affrontare le difficoltà nella bilancia dei pagamenti.

2. Supplemented Reserve Facility (SRF) istituita nel dicembre 1997 per provvedere

all'assistenza di breve periodo per le difficoltà nella bilancia dei pagamenti dovuti a crisi di

fiducia nei mercati

3. Compensatory Financing Facility (CFF) istituita nel 1963 per assistenza in caso di cadute

dei proventi delle esportazione o eccessi nell'importazione dei cereali

4. Emergency Assistance diretta a fornire aiuti in caso di disequilibri della bilancia dei

pagamenti dovuti a disastri naturali o disordini politici

5. Poverty Reduction and Growth Facility istituita nel 1999 per fornire assistenza di lungo

periodo in caso di difficoltà profonde e strutturali nella bilancia dei pagamenti.

L'accesso al credito è stato aumentato al 300% della quota conferita. Attualmente chi gode

di più di questi fondi sono i paesi in via di sviluppo. Ai paesi richiedenti prestiti è solitamente

richiesto dal FMI una riduzione della spesa pubblica e un maggior controllo dell'offerta di moneta,

ma mettere in atto tali provvedimenti può portare alla caduta dei governi locali (come è successo in

certi casi), e quindi in molti casi il FMI ha allentato la presa.

 

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Il sistema attuale

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:13

Il sistema attuale

A partire dal marzo 1973 il mondo ha avuto un sistema di tassi di cambio a fluttuazione

controllata, con l'obbiettivo di smussare le fluttuazioni di breve periodo dei tassi di cambio senza

porsi l'obbiettivo di alterare le tendenze di lungo periodo. Tale sistema non è frutto di una scelta

deliberata, ma conseguenza del crollo di Bretton Woods.

Nel 1976 gli accordi della Giamaica riconobbero formalmente il sistema delle fluttuazioni

controllate e riconobbero ai paesi la libertà di scegliere il regime di cambio, nella misura in cui ciò

non risultasse destabilizzante per i partner commerciali o per l'ordine mondiale. A fine del 2005

metà dei 186 del FMI avevano optato per un qualche tipo di flessibilità del tasso di cambio. Gli Usa

adottarono un regime di fluttuazione libera del cambio, mentre contemporaneamente nel 1979

nasceva l'ECU, e quindi le valute europee erano vincolate in una fascia di oscillazione di +/- 2,25%.

In un regime di fluttuazione controllata sono necessarie delle riserve, tuttavia con gli anni si

iniziò ad abbandonare l'oro: nel gennaio del 1975 gli USA vendettero parte delle proprie riserve

auree nel libero mercato, come anche fece il FMI, che iniziò ad adottare il DSP come unità di

misura delle riserva. Dal 1974 il valore di un DSP venne eguagliato alla media ponderata di un

paniere costituito dalle 16 valute principali. Oggi è uguale alla media ponderata di queste 4 valute

con i loro relativi pesi:

Dollaro (45%) Euro (29%) Yen giapponese (15%) sterlina britannica (11%)

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Il crollo del sistema di Bretton Woods

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:12

Il crollo del sistema di Bretton Woods


Tra il 1945 e il 1949 gli USA registrarono immensi avanzi della bilancia dei pagamenti

dovuti all'attuazione del Piano Marshall. Con la ripresa dell'Europa negli anni 50 si tramutò in

disavanzo, erano tuttavia fino al 1957 molto contenuti, anche se permettevano a Giappone e Europa

di arricchirsi di riserve di dollari. Gli USA saldavano i disavanzi principalmente in dollari. I paesi

erano disposti ad accettarli per 3 motivi: 1) gli USA erano pronti a convertirli in oro 2) i dollari

erano una moneta internazionale 3) i depositi in dollari fruttavano un interesse, i depositi in oro no.

A partire dal 1958 i disavanzi della bilancia americana aumentavano sensibilmente per via

dell'aumento dei capitali in uscita (ΔBK<0, per via degli investimenti in Europa) e un aumento

dell'inflazione per via della creazione di moneta necessaria per i finanziamenti alla guerra in

Vietnam (ΔBC<0 dovuto ad una riduzione della competitività), si è visto a pg 57 che se si aumenta

la liquidità nel sistema questa si trasferisce all'estero, gli Usa finaziavano i loro disavanzi

essenzialmente in dollari e quindi arricchiva le riserve internazionali di dollari estere. Inoltre le

riserve auree statunitense diminuirono da 25 miliardi di $ nel 1949 a 11 miliardi di $ nel 1970.

Gli USA ritenevano di non poter correggere il disavanzo tramite una svalutazione. Si tentò il

twist dei tassi di tenere alti i tassi a breve termine per incoraggiare i movimenti di capitali, e bassi

quelli allungo termine per incoraggiare la crescita ma non funzionò. Per scoraggiare la diminuzione

delle riserve auree, e quindi la conversione in ora vennero creati i Roosa Bonds, buoni del tesoro a

medio termine denominati in $ con un tasso di cambio garantito, ma le riserva auree continuavano a

ridursi fino a che le riserve statunitensi all'estero nel 1970 superarono di 4 volte le riserve

statunitensi in oro.

Era necessario un riallineamento della parità, e vi erano aspettative prevalenti sui mercati

che gli USA avrebbero prima o poi svalutato il dollaro, che portarono a fortissimi e destabilizzanti

flussi di capitali in uscita dal dollaro.

Il 15 agosto del 1971 il presidente Nixon fu obbligato a sospendere la convertibilità in oro

del dollaro. Il sistema di Bretton Woods era finito. E' difficile stabilire se i benefici del signoraggio,

cioè i benefici ricevuti da un paese dall'emissione di moneta quando la sua moneta viene utilizzata

come moneta internazionale, abbiano compensato lo svantaggio di non poter mai svalutare il

dollaro.

Nel dicembre del 1971, i rappresentanti del Gruppo di Dieci (i 10 paesi industrializzati più

importanti) si incontrarono a Washington presso la Smithsonian Institution dove ebbero luogo gli

Smithsonian Agreement. Venne deciso di aumentare il prezzo dell'oro da 35$ a 38$ per oncia che

portò ad una svalutazione del dollaro del 9%, venne allargata la banda di fluttuazione dal 1% al

2,25%. poiché il dollaro non era più convertibile il sistema era diventato un dollar standard.

Tuttavia un immenso disavanzo americano nel 1972 portò ad una ulteriore svalutazione del

dollaro del 10% nel febbraio del 1973 anticipata dall'ondata speculativa contro il dollaro.

Nel marzo del 1972 i sei paesi membri del Mercato comune europeo decisero di lasciar

fluttuare le proprie valute nei confronti del dollaro con una banda di oscillazione del 2,25% (il

cosiddetto serpente europeo).

Quando nel marzo del 1973 la speculazione contro il dollaro si riaccese, le autorità

monetarie dei principali paesi industrializzati decisero di lasciare che le proprie valute fluttuassero

in modo autonomo oppure in modo congiunto (come in Europa).

Le cause di fondo della caduta del sistema vanno ricercati in problemi di liquidità, cioè

dell'ammontare delle riserve internazionali disponibili in relazione al proprio bisogno, e nella caduta

della fiducia nel dollaro dovuti ai continui disavanzi della bilancia commerciale, la fiducia, la

liquidità e l'aggiustamento sono infatti i criteri che ci consentono di giudicare un sistema monetario

internazionale.

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Il funzionamento del sistema

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:11

Il funzionamento del sistema

I paesi erano riluttanti a modificare la propria parità anche in caso di squilibri fondamentali,

la svalutazione era considerato segno di debolezza, mentre i paesi in disavanzo si opponevano alla

rivalutazione preferendo così accrescere le proprie riserve di capitali. Questo atteggiamento fu

critico per la fine del sistema. L'effetto di tale atteggiamento era chiaramente una riduzione della

flessibilità del sistema e dell'aggiustamento, ciò rendeva il sistema vulnerabile alla speculazione

destabilizzante. Per far fronte a questo si potevano imporre restrizioni ai movimenti di capitali.

Nel corso di quegli anni fino alla caduta di Bretton Woods vi fu una serie di interventi volti

a migliorare il funzionamento del sistema. A partire dagli anni 60, i paesi membri del FMI, presero

a negoziare gli accordi di standby che consentono nell'autorizzazione anticipata da parte del FMI

per prestiti futuri a un paese membro. Le banche centrali nazionali iniziarono a negoziare gli

accordi di riporto o swap, coi quali i paesi si scambiano reciprocamente le proprie valute per

intervenire sul mercato dei cambi e combattere i flussi di capitali destabilizzanti.

L''innovazione più significativa fu del periodo di Bretton Woods fu la creazione dei Diritti

speciali di prelievo (DSP) per accrescere le riserve internazionali di oro , valute estere e posizioni

di riserva presso FMI. Non hanno nessuna copertura in oro ne in altra valuta, ma rappresentano pure

e semplici riserve internazionali create dal FMI (paper gold). Veniva utilizzato esclusivamente dalle

banche centrali per sanare i disequilibri della bilancia dei pagamenti. Sull'ammontare in eccesso o in

difetto di DSP detenuti da un paese oltre la quota veniva applicato un tasso d'interesse, questo

creava pressione sia sui paesi in avanzo che in disavanzo a correggere gli squilibri.

Venne creato nel 1961 ilo cosiddetto pool dell'oro per evitare che il prezzo dell'oro salisse

sopra i 35$ per oncia, interventi volti ad evitare che le riserve in oro degli USA non si riducessero.

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Il sistema di Bretton Woods

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:09

 

Il sistema di Bretton Woods

Nel 1944 i rappresentanti di USA, Regno Unito e altri 42 paesi, si incontrarono in una

conferenza a Bretton Woods nel New Hampshire, per decidere l'assetto del sistema monetario

internazionale dopo la guerra.

Venne istituito il Fondo Monetario Internazionale allo scopo di

1. vigilare sull'osservanza da parte dei paesi membri un insieme di regola di condotta in tema

di commercio e finanza internazionale

2. fornire facilitazioni creditizie ai paesi in temporanea difficoltà con la bilancia dei pagamenti

Dopo l'adesione al fondo a ciascun paese veniva assegnata una quota a seconda della sua

importanza economica e del volume del proprio flusso di commercio internazionale. Sulla base di

questa quota veniva determinato il suo potere di voto e la sua capacità di prendere a prestito.

Con l'adesione al FMI, un paese era tenuto a pagare il 25% della propria quota al fondo in

oro e il resto in valuta nazionale. Prendendo a prestito il paese riceveva valute convertibili

approvate dal fondo e in cambio era tenuto a versare un deposito di un ammontare equivalente in

valuta nazionale. Il limite massimo di prestito era il 25% della quota all'anno o il 125% in 5 anni.

Il paese poteva prendere a prestito il 25% della propria quota in modo automatico, era chiamata

gold tranche (quota aurea) , per ulteriori prestiti, le cosiddette credit tranches (quote di credito) il

paese pagava tassi d'interesse crescenti.

I rimborsi dovevano avvenire entro 3 o 5 anni, e consistevano nel riacquisto della propria

valuta dal fondo in cambio di valute approvate dal fondo. La quota aurea di un paese meno

l'eventuale ammontare prestiti ricevuti è chiamata Posizione netta presso l'FMI.

Il sistema di Bretton Woods era un gold exchange standard. Gli Stati Uniti erano tenuti a

mantenere il prezzo in dollari di un oncia di oro al valore fisso di 35 $ e dovevano rendersi

disponibili a cambiare per quel prezzo dollari in oro senza restrizioni o limitazioni. Gli altri paesi

dovevano fissare il valore delle valute in termini di dollari e intervenire nel mercato dei cambi

affichè il tasso di cambio non si allontanasse dalla parità più dell'1%.

In particolare per impedire il deprezzamento della propria valuta in misura superiore all'1%

rispetto alla parità il paese doveva attingere alle proprie riserve in dollari e utilizzarle per acquistare

la propria valuta. Per impedire invece un apprezzamento superiore all'1% rispetto alla parità il paese

doveva acquistare dollari.

Solo nel caso di squilibri fondamentali un paese era autorizzato, dopo l'approvazione del fondo a

variare il valore della parità del cambio. Era fatto divieto ai paesi di imporre ulteriori restrizioni

commerciali (altrimenti la convertibilità valutaria non avrebbe avuto grande significato) e quelli

esistenti dovevano essere rimossi con il GATT. Restrizioni alla mobilità internazionale dei capitali

erano consentite onde permettere ai paesi di difendere le proprie valute da ingenti e destabilizzanti

flussi di moneta speculativa

 

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Il periodo tra le due guerre

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:07

Il periodo tra le due guerre

Con lo scoppio della prima guerra mondiale, il gold standard ebbe termine. Tra il 1919 e il

1924 i cambi fluttuarono ampiamente fino a che nel 1925 il Regno Unito ripristinò la convertibilità

della sterlina in oro al prezzo prebellico. Il sistema era di gold exchange standard, nel senso sia l'oro

che le valute convertibili in oro (sterlina ma anche dollaro e franco francese) erano impiegate come

riserve internazionali. Il Regno Unito, tuttavia, aveva perso parte della sua competitività e

l'adozione della parità prebellica si tradusse in una grande sopravvalutazione della sterlina (vd legge

prezzo unico), ciò portò a un disavanzo della bilancia dei pagamenti, che però il regno unito tento di

frenare, il che portò ad una deflazione ( per via della riduzione della liquidità).

Contemporaneamente la Francia approvò nel 1928 una legge che imponeva che il

pareggiamento dei propri avanzi di bilancia dei pagamenti dovesse avvenire anzichè in sterline o in

altre valute. Questo provocò un forte drenaggio di risorse auree verso Parigi.

Quando nel 1931 la Francia tentò di convertire in oro le le riserve di sterline accumulate, il

Regno Unito fu costretto a sospendere la convertibilità della sterlina in oro e a svalutare la sterlina e

il gold exchange standard finì.

Le cause del crollo sono inoltre:

1) mancanza di un adeguato meccanismo di aggiustamento, sterilizzazione degli effetti del

disavanzo

2) presenza destabilizzante di enorme flussi di capitale tra Londra e Parigi e New York

3) L'inizio della Grande Depressione

E' probabile che qualsiasi sistema di cambi sarebbe crollato in tale periodo, dovute anche a

interventi di politica economica sbagliati come le Smooth Hawley Tariff.

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Il gold standard (1880-1914)

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:06

Il gold standard (1880-1914)

Durante il gold standard ciascun paese definiva il contenuto aureo della propria valuta e

rimaneva passivamente disponibile a vendere o comprare qualunque ammontare di oro per quel

prezzo. Poiché il contenuto aureo di una unità di ciascuna valuta era fisso, anche i tassi di cambio

erano fissi. Il livello fisso di cambio era definito parità aurea. Il tasso di cambio poteva variare al di

sopra o al di sotto della parità aurea nei limiti del costo d trasporto di una unità di oro equivalente ad

una unità della valuta estera delle due piazze valutarie.

Se la valuta tendeva a deprezzarsi oltre il punto dell'oro, questa tendenza veniva arrestata con una

fuoriuscita dell'oro dal paese che determinava un apprezzamento del tasso di cambio. Se la valuta

estera era più costosa dell'oro e del suo costo di trasporto sarebbe stato più conveniente pagare in

oro. Viceversa se il cambio si deprezzava. Questi deflussi di oro rappresentavano i disavanzi della

bilancia dei pagamenti; vi era un sistema di aggiustamento automatico chiamato da Hume

price-specie-flow. Lo stock di moneta di ogni paese consisteva nella quantità di risorse auree e nella

moneta cartacea convertibile in oro. Quindi un paese con un disavanzo nella bilancia dei pagamenti

ha una riduzione dell'offerta di moneta e viceversa nei paesi in avanzo. Per tale ragione i prezzi

interni diminuiscono nei paesi in disavanzo mentre aumentano i paesi in avanzo (teoria quantitativa

della moneta). Di conseguenza il saldo della bilancia dei pagamenti del paese in disavanzo migliora

e viceversa per il paese in avanzo.

Questo era il meccanismo di aggiustamento, che se non avveniva tramite movimenti di oro,

avveniva con i movimenti di capitale: esempio, se il Regno Unito aveva un disavanzo, l'offerta di

moneta si riduceva e ciò provocava un aumento dei tassi d'interesse interni e questo attraeva un

afflusso di capitali a breve che copriva il disavanzo.

Il sistema di aggiustamento funzionava e la fiducia non poteva mancare, dato che la sterlina era la

valuta internazionale importante e Londra il centro finanziario internazionale.

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Fluttuazioni controllate

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:05

Fluttuazioni controllate

I cambi anche senza speculazione destabilizzante fluttuerebbero lo stesso per le fluttuazioni

dei fattori reali, le speculazioni amplificano ciò. Abbiamo già detto che ampie fluttuazioni portano

insicurezza nel mercato e questo danneggerebbe il commercio. In un regime a fluttuazioni

controllate le autorità monetarie intervengono sul mercato dei cambi per smorzare queste

fluttuazioni di breve periodo senza tuttavia tentare di alterare il livello di equilibrio di lungo periodo

del tasso di cambio. L'economia così beneficia dei vantaggi dei cambi fissi pur mantenendo cambi

flessibili. Le manovre da compiere consistono nel vendere riserve valutarie per sopperire a parte

dell'eccesso di domanda di valuta estera e di assorbire parte di ogni eccesso di offerta a breve

termine di valuta estera prevalente sul mercato. Quanto maggiori sono le riserve internazionali,

tanto più ampia è la stabilizzazione del cambio che esse riescono a ottenere. Può succedere che

certe volte i paesi siano tentati a svalutare il tasso di cambio per stimolare il tasso di cambio (come

ha fatto la Cina nel 2005 con gli USA), si parla in questi casi di fluttuazione sporca

Oggigiorno, i sistemi intermedi di cambi visti sopra sono considerati meno attrattivi dei cambi fissi

e flessibili puri, in quanto più suscettibili a causare speculazioni destabilizzanti e quindi risultare

insostenibili.

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Il sistema monetario internazionale

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:05

Il sistema monetario internazionale

Un sistema monetario internazionale consiste nell'insieme di regole, abitudini, strumenti,

strutture e organismi che intervengono nell'esecuzione dei pagamenti internazionale. Possono essere

classificati a seconda di quale sistema di cambi viene utilizzato e il tipo di attività utilizzata come

riserva internazionale.

Un sistema monetario internazionale viene giudicato in base a 3 criteri:

1) il criterio dell'aggiustamento. Si riferisce al processo in virtù della qual vengono corretti gli

squilibri della bilancia dei pagamenti

2) il criterio della liquidità. Consiste nell'ammontare delle attività internazionali di riserva

disponibili per compensare temporanei squilibri della bilancia dei pagamenti

3) il criterio della fiducia. Fa riferimento al grado di convinzione che il meccanismo di

aggiustamento funzioni in modo adeguato.

Vediamo ora l'evoluzione del sistema monetario internazionale.

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Bande di oscillazione, parità aggiustabili, parità striscianti

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:03

Bande di oscillazione, parità aggiustabili, parità striscianti

La maggior parte dei sistemi di cambio fissi permettono in genere che il tasso di cambio

fluttui all'interno di limiti ristretti, chiaramente definiti, stabilendo una banda di oscillazione. Ad

esempio nel sistema di Bretton Woods il cambio poteva oscillare al di sopra e al di sotto della parità

fissata. Il tasso di cambio effettivo è quindi determinato dalle forze di domanda e offerta ma

all'interno delle bande di oscillazione; le fluttuazioni al di sopra di questa, in un sistema di cambi

fissi non ancorato all'oro e al suo costo di trasporto come nel gold standard, vengono contrastate da

interventi pubblici nei mercati valutari. Stabilendo una banda di oscillazione le autorità governative

non sono obbligate ad intervenire continuamente.

 

correggere un disavanzo o un avanzo della bilancia dei pagamenti. Il sistema di Bretton Woods

nasce all'inizio come un sistema a parità aggiustabili, era infatti previsto che la parità potesse essere

modificata di fronte a un disequilibrio fondamentale. Tuttavia tale sistema se regolato in maniera

troppo precisa sarebbe oggetto di speculazione destabilizzante.

Il regime di cambio a parità striscianti è stato ideato per evitare lo svantaggio di relativamente

grossi aggiustamenti nelle parità e della possibile speculazione stabilizzante. In questo sistema, le

variazioni delle parità sono di entità ridotta e precedentemente stabilita, ovvero a intervalli frequenti

e chiaramente definiti finchè non viene raggiunto il tasso di cambio di equilibrio. Il paese può

evitare la speculazione destabilizzante tramite un adeguamento dei tassi d'interesse annullando ogni

tipo di profitto (interferendo però nella politica monetaria. E' un sistema adatto ai paesi in via di

sviluppo che subiscono shock reali e differenti tassi d'inflazione.

Un regime di cambio a parità aggiustabili richiede che venga definita una parità e una

banda di oscillazione, con la condizione aggiuntiva che la parità potrà essere modificata per

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Sistemi di ancoraggio della valuta e la dollarizzazione

by Sipolino Fabio 12. luglio 2012 02:02

Sistemi di ancoraggio della valuta e la dollarizzazione

I sistemi di ancoraggio della valuta (CBA) costituiscono la forma più estrema di fissazione

del tasso di cambio. Un paese che attua tale sistema fissa rigidamente ilo tasso di cambio della

propria divisa a una valuta estera, ai Diritti speciali di prelievo o a un paniere composito di valute.

Richiedono (similmente al gold standard) una copertura totale 100% in riserve internazionali della

valuta nazionale in questione. Il paese interessato rinuncia al controllo sull'offerta della propria

moneta e della politica monetaria. L'offerta di valuta nazionale aumenta o diminuisce solo in

corrispondenza rispettivamente di: surplus bilancia dei pagamenti e di immissione riserve

internazionali o un deficit della bilancia dei pagamenti e un deflusso di riserve internazionali.

Gli effetti sono un tendenziale allineamento di tasso d'interesse e disoccupazione a quello

del paese estero. Tale sistema viene attuato da un paese in forte crisi finanziaria, affinchè funzioni

tale sistema è necessario: un positivo funzionamento del sistema bancario, e una politica fiscale

prudente. Il paese, tramite la CBA acquista credibilità, ma la banca centrale del paese 1)non

conduce più la politica monetaria, 2) non può agire come prestatore di ultima istanza, 3) perde il

signoraggio dovuto all'emissione di valuta propria.

La dollarizzazione è invece l'adozione della divisa monetaria di un altro paese. I costi e i

benefici della dollarizzazione sono simili a quelli della CBA ma più accentuati. I principali vantaggi

sono 1) eliminazione costi di cambio 2) tasso di inflazione simile a quello degli Stati unii come

conseguenza dell'arbitraggio sui beni e il suo tasso d'interesse tende a scendere a quello del livello

americano 3) vengono evitate le crisi legate la cambio.

Chi utilizza i dollari come valuta nazionale sono piccole economie aperte che hanno come

principale partner commerciale gli Stati Uniti, quali i paesi dell'America Latina.

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