Financial Polis:
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settembre 2011

I beni rifugio? Sono troppo cari. Allora dove investire durante la tempesta? L'idea del materasso

by Sipolino Fabio 20. settembre 2011 10:00

I beni rifugio? Sono troppo cari. Allora dove investire durante la tempesta? L'idea del materasso

 

Le diatribe europee nel cercare una soluzione conciliante sui debiti dell'Eurozona (che metta da parte gli interessi "privati" dei singoli Paesi a beneficio della "sfera pubblica europea") sono un macigno che pesa sull'andamento dei mercati azionari, impennando i rendimenti dei titoli obbligazionari (segui lo spread BTp-Bund) della cosiddetta area periferica, alimentando una tensione finanziaria a cascata. Dopo una settimana di recupero le Borse inaugurano la prima settimana dell'autunno 2011 in ribasso. Il motivo? Lo stesso che ha dato il là alla tempesta perfetta d'estate: l'irrisolta crisi greca e i timori di conseguenze a catena su Italia, Spagna e compagnia bella.

Se le Borse e il mercato obbligazionario dei Paesi a medio-basso rating sono un terreno che scotta di questi tempi è il caso di dare una sbirciatina all'andamento dei beni rifugio per eccellenza, dove (magari) attraccare in questa fase ad altissima volatilità per chi ha appetito per il rischio.

Ma questa pazza pazza crisi (che tecnicamente non si è mai arrestata da quando nel marzo 2007 si sono intraviste le prime avvisaglie sui derivati subprime) ha rimescolato le carte anche sugli investimenti rifugio. Sembra giusto chiedersi se oro, franco svizzero, yen e bond governativi ad alto rating possano mantenere, dopo lo scombussolamento dei mercati finanziari, lo status di beni rifugio. Lo abbiamo chiesto a Nicolò Nunziata, strategist di J&C Associati che così fa il punto su quelli che fino a poco tempo fa erano considerati dei porti sicuri dove parcheggiare la liquidità nelle fasi di tempesta, a tutte le latitudini.

Nunziata, cominciamo dal franco svizzero, considerato la valuta rifugio europea. Prima che la Banca centrale svizzera non bloccasse il cambio con l'euro a 1,2......
«Negli ultimi 24 mesi è stato il "bene rifugio" per eccellenza, anche più dell'oro. Con il cambio euro-franco vicino all'unità, l'economia svizzera corre un serio rischio di stagnazione, nonostante fondamentali economici fino a questo momento virtuosi. La Banca centrale svizzera con uno statement unilaterale, ha "avvertito" il mercato che userà tutti gli strumenti a sua disposizione per tenere il cambio sopra 1,2 contro euro.

Per quanto teoricamente una banca centrale non possa nulla contro il mercato, soprattutto se di una Paese di piccole dimensioni come la Svizzera, nondimeno il mercato ha "scoperto" che il franco era sopravvalutato perché sopra certi livelli avrebbe irrimediabilmente penalizzato l'economia, sia sul fronte industriale che del turismo. Un eventuale peggioramento dei fondamentali della Svizzera, non giustificherebbe più l'investimento nella valuta».

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Crisi

Perchè la Norvegia non ha Debito Pubblico ?

by Sipolino Fabio 19. settembre 2011 15:40
Perchè la Norvegia non ha "debito pubblico"?


1 - Non ha aderito all'euro. La moneta Norvegese è la Corona.

2 - Non ha privatizzato le aziende energetiche - petrolio (Statoil), energia idroelettrica (Statkraft), alluminio (Norsk Hydro), la principale banca del paese (DnB NOR), e le telecomunicazioni (Telenor).

3 - Circa il 30% di tutte le aziende quotate alla borsa di Oslo è statale.

4 - I titoli di stato rendono il 6,75% netto ai risparmiatori (clicca qui).

5 - Pur essendo il principale produttore di petrolio europeo, NON fa parte dell'OPEC. Per la cronaca, l'Italia è il secondo produttore europeo e in Basilicata è stato individuato il più grande giacimento d'Europa su terraferma.

Naturalmente, in Norvegia, non si sognano di parlare di privatizzazione dell'acqua o privatizzazione della raccolta di rifiuti, come fanno i nostri politici e NON hanno alcun debito pubblico, anzi! Hanno un avanzo di bilancio statale del 10%, mentre noi, che abbiamo privatizzato quasi tutto, abbiamo un debito pubblico pari al 115% del nostro PIL...

E' così difficile? Basta fare il contrario di quello che hanno fatto tutti i governi italiani...

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News

Intervento coordinato di 5 banche centrali per fornire liquidità alle banche Ue

by Sipolino Fabio 15. settembre 2011 11:03

La Bce annuncia un intervento congiunto con la Fed e le altre principali banche centrali mondiali per reintrodurre le agevolazioni che garantiscano liquidità in dollari. La mossa arriva dopo che da tempo le banche europee fanno fatica a finanziarsi in dollari, a causa della crisi del debito. A sostegno della Bce e della Fed ci sono anche la Boe, la Snb e la Boj.

«La Bce - si legge nel comunicato emesso dall'istituto di Francoforte - ha deciso, in coordinamento con la Fed, La Boe, la Boj e la Snb di avviare tre diverse operazioni per fornire liquidità in dollari con prestiti a tre mesi fino alla fine dell'anno». Le operazioni della Bce saranno condotte a tassi fissi e sulla base di aste che si terranno il 12 ottobre, il 9 novembre e il 7 dicembre.

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Bce

Financial Polis Turchia

by Sipolino Fabio 13. settembre 2011 07:18
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Financial Polis Turchia

Rettifica Truffa EIG

by Sipolino Fabio 12. settembre 2011 08:06

Gentili Signori,

presa visione dell'articolo da voi pubblicato in data 5 settembre u.s., avente ad oggetto la compagnia assicuratrice maltese European Insurance Group Ltd, sono ad informarvi di non ricoprire più l'incarico di Responsabile per la gestione dei sinistri a far data dal 22 agosto 2011, come risulta peraltro dal sito della Compagnia stessa.

Vi invito pertanto a voler portare a conoscenza i vostri lettori di tale cambiamento mediante una rettifica al suddetto articolo.

Distinti saluti

Camillo Vespasiani


 

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Truffa

Rateazione Cartella Esattoriale : possibile una seconda dilazione

by Sipolino Fabio 8. settembre 2011 08:17

Rateazione cartella esattoriale – possibile una seconda dilazione

Con la Legge n. 10/2011 è oggi possibile ottenere una seconda dilazione in caso di mancato pagamento delle rate.

In materia di riscossione coattiva e rateizzazioni, è stata apportata un’importante novità a favore dei contribuenti.

La Legge n. 10/2011, articolo 2, comma 20, ha previsto, infatti, che le dilazioni concesse sino alla data del 27 febbraio 2011, interessate dal mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, possono essere prorogate per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi a condizione che il debitore comprovi un temporaneo peggioramento della situazione di difficoltà posta a base della concessione della prima dilazione.

A differenza di quanto accadeva prima, dunque, il contribuente non decade più automaticamente dal beneficio della dilazione qualora non paghi la prima rata o successivamente due rate.

L’Agente della riscossione, infatti, può concedere una ulteriore dilazione, su richiesta dello stesso contribuente.

È necessario, tuttavia, che il contribuente dimostri il temporaneo peggioramento della propria situazione di difficoltà posta a base della prima richiesta.

Antonella Pedone per indebitati.it

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Fisco

Equitalia

by Sipolino Fabio 8. settembre 2011 08:11

Guide alla riscossione coattiva delle cartelle e esattoriali e alle modalità di rateizzazione del debito

la cartella di pagamento - guida pratica per il cittadino contribuente la cartella di pagamento - vediamo come è fatta una cartella esattoriale la cartella di pagamento - rateazione della cartella esattoriale

Una lista di articoli in cui potresti trovare altre informazioni utili

  1. Rateazione cartelle esattoriali – domande e risposte

    Ho ricevuto la scorsa settimana un avviso di mora senza firma, senza nome del funzionario relativo a una cartella dell’anno 2005. E’ possibile chiedere l’annullamento in base all’ordinanza 377/ 07 della Corte di Costituzionale e alle recenti disposizioni del milleproroghe? In caso di pagamento dilazionato essendo una cartella superiore ai 50.000€ la fideiussione è ancora necessaria?” Il cosiddetto “decreto mille proroghe” ( decreto legge n. 248 del 2007, convertito in legge n. 31 del 28 febbraio 2008) prevede che, a … [leggi il seguito »]

  2. Rateazione cartella esattoriale – istruzioni di Equitalia sulle dilazioni di pagamento

    Temporanea “obiettiva difficoltà” Con Direttiva di Gruppo n. DSR/NC/ 2008/017 del 13 maggio 2008, la società Equitalia S.p.A. è intervenuta nuovamente sulle modalità di concessione della dilazione di pagamento delle somme iscritte a ruolo, al fine dell’individuazione della temporanea situazione di “obiettiva difficoltà” necessaria per l’accoglimento delle istanze di rateazione. Con questa Direttiva Equitalia fissa regole omogenee per tutti i contribuenti che – trovandosi in una temporanea situazione di difficoltà economica – non sono in grado di pagare in un’unica … [leggi il seguito »]

  3. Rateazione cartella esattoriale – istruzioni per la dilazione

    COME PAGARE – RATEIZZAZIONE Se si accerta che le somme sono dovute il pagamento dev’essere effettuato entro 60 giorni dalla notifica, oppure a rate nel caso che vi sia un accordo in tal senso. Normalmente il pagamento e’ eseguibile presso gli sportelli dell’agente della riscossione, tramite pagamento del bollettino postale allegato o presso la propria banca. RATEIZZAZIONE Dal 1/3/08 la rateizzazione, richiedibile nei casi in cui il debitore possa dimostrare di essere in temporanea difficolta’ finanziaria, deve essere richiesta all’agente … [leggi il seguito »]

  4. Rateazione cartella esattoriale – decadenza beneficio per il mancato o tardivo pagamento della prima rata

    Il mancato tempestivo pagamento della prima rata determina  la decadenza dal beneficio della rateazione del ruolo concesso e la perdita degli ulteriori vantaggi fra i quali il venir meno della qualifica di soggetto inadempiente ai sensi e per gli effetti dell’art. 48-bis del dpr 602/73 (riscossione crediti da parte di pubbliche amministrazioni). È importante quindi, come si arguisce dalla lettura delle direttive Equitalia in materia, non incorrere in errori e procedere tempestivamente al pagamento della prima rata nei termini previsti … [leggi il seguito »]

  5. Rateazione cartella esattoriale – Equitalia abolisce la maxi rata iniziale

    Con la direttiva di gruppo DSR/NC/2009/02, inviata oggi da Equitalia spa alle 21 società partecipate, viene  precisato che anche gli interessi di mora e i compensi di riscossione devono essere ripartiti nello stesso numero di rate concesse per il capitale iscritto a ruolo. Diventa, così, più agevole per il cittadino fare fronte al pagamento del proprio debito. Per i soggetti diversi dalle ditte individuali in contabilità semplificata e dalle persone fisiche la direttiva riserva, inoltre, un’altra buona notizia. Per favorire … [leggi il seguito »]

  6. Rateazione cartella esattoriale – calcolo del numero di rate e dell’importo di ciascuna di esse

    Il simulatore permette di conoscere, in relazione all’entità del debito residuo, quale sarà il numero massimo di rate che l’Agente della riscossione (Adr) potrà concedere e il loro importo. Poiché gli algoritmi di calcolo sono diversi in funzione dell’entità del debito residuo e della natura giuridica del debitore, sono stati creati tre diversi simulatori: per importi fino a 5 mila euro e qualunque sia la natura giuridica del debitore; per importi oltre 5 mila euro per persone fisiche e ditte … [leggi il seguito »]

  7. Rateazione cartella esattoriale – la dilazione del debito INPS

    Per effetto della circ. nr 106 del 3/08/2010 (in esecuzione delle determinazioni del C.d.A. nr. 250 del 18/12/2009 e nr. 106 del 7/05/2010), l’Inps ha voluto modificare l’istituto delle “dilazioni”, per uniformare la propria disciplina a quella che regolamenta tutte le “entrate” per le quali è previsto l’obbligo della riscossione mediante cartelle esattoriali (ex D.lgs 46/99), e con l’obiettivo di semplificare le procedure di accesso e di gestione delle domande. Il rinnovato istituto delle dilazioni, i cui effetti decorrono dal … [leggi il seguito »]

  8. Rateazione cartella esattoriale – possibile una seconda dilazione

    Con la Legge n. 10/2011 è oggi possibile ottenere una seconda dilazione in caso di mancato pagamento delle rate. In materia di riscossione coattiva e rateizzazioni, è stata apportata un’importante novità a favore dei contribuenti. La Legge n. 10/2011, articolo 2, comma 20, ha previsto, infatti, che le dilazioni concesse sino alla data del 27 febbraio 2011, interessate dal mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, possono essere prorogate per un ulteriore periodo e fino a settantadue … [leggi il seguito »]

  9. Rateazione cartella esattoriale – il piano di rientro del debito

    Equitalia rende disponibile sul proprio sito, nella sezione CALCOLA LA RATA il simulatore per il calcolo del piano di rateazione personalizzato della cartella esattoriale. E’ così possibile calcolare, dal proprio pc, il numero di rate che l’agente della riscossione può concedere per il pagamento della cartella esattoriale e l’importo di ciascuna rata. Aggiornamento del 4 settembre 2009 – Nuove opportunità per i contribuenti che intendono rateizzare le cartelle di pagamento Definite le regole per i debitori che già beneficiano di … [leggi il seguito »]

  10. Rateazione cartella esattoriale – proroga della rateazione

    Indice dei contenuti 1. Cosa prevedevano le precedenti direttive sulla rateazione 2. Cosa prevede il decreto milleproroghe in merito alla proroga della rateazione 3. Presentazione dell’istanza di proroga e relativi effetti 3.1 Istanza tempestiva – presentazione entro il 30 giugno 2011 3.2 Istanza tardiva - presentazione dopo  il 30 giugno 2011 3.3 Istanze relative a provvedimenti di rateazione non prorogabili 4. Individuazione del temporaneo peggioramento della situazione di difficoltà per la concessione della proroga 4.1 Importi fino a 5 mila euro 4.2 … [leggi il seguito »]

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Fisco

Forex

by Sipolino Fabio 8. settembre 2011 04:43

 

UNA COMODA VERITA'


La pubblicità è ormai dilagante, i banner sono dappertutto, persino all'interno di testate giornalistiche nazionali, la propaganda è degna della migliore scuola di marketing: sto parlando del forex e delle società finanziarie che propongono mirabolanti offerte economiche per l'apertura di un conto di trading per iniziare la negoziazione sulle valute internazionali e diventare in poco tempo milionario. Mi state scrivendo in migliaia ormai da mesi chiedendomi quale società sia preferibile, quali sono le tecniche migliori per aver successo, quali sono le piattaforme più stabili per effettuare gli eseguiti. Iniziamo subito per i non addetti ai lavori con lo spiegare che cos'è il forex: è un acronimo che deriva dalla fusione di foreign exchange, ovvero la compravendita di valuta estera.

 

Sostanzialmente per non farla troppo lunga, vi sono società finanziarie e broker online che oggi consentono di comprare o vendere, al rialzo e ribasso, un determinato cross valutario come se questo fosse un semplice titolo azionario quotato nella borsa italiana. Sta dilagando sul web attraverso discutibili bombardamenti pubblicitari che lo presenta come una fenomenale opportunità di investimento e speculazione finanziaria: mi piace in particolare quella di una ragazza interinale che di giorno fa la centralinista e la sera trada sul cross usd/jpy riuscendo a ricavare un extra stipendo di 700 euro al mese attraverso i profitti sul suo conto forex. Se uno crede ancora alle favole può aprire il suo conto personale e vedere che cosa succede dopo appena tre mesi ! La maggior parte delle persone non sanno che le opportunità fenomenali per guadagnare denaro non le hanno i piccoli risparmiatori che aprono un conto trading, ma casomai solo le società che propongono questi tipi di investimento, ovvero le forex company.

 

Gli spot pubblicitari basano tutto il loro appeal sulle caratteristiche di questo mercato: la sua straordinaria liquidità, la sua dimensione, l'impossibilità di manipolazione dello stesso da parte delle grandi banche commerciali e soprattutto dalle potenzialità della leva finanziaria (della serie potete investire cento avendo sul vostro conto solo cinque). In realtà l'aspetto determinante per chi si avvicina per la prima volta al forex è la mancata conoscenza dei meccanismi di funzionamento che governano la speculazione valutaria, oltre al fatto di non sapere che il forex è un mercato non regolamentato (over the counter in termini tecnici). Il dato principale tuttavia che non viene mai rivelato è una comoda percentuale, ovvero il 95%, che rappresenta il tasso di sopravvivenza finanziaria sul mercato forex ad un anno.

 

Questo dato indica che il 95% di coloro i quali hanno aperto un conto forex (soprattutto i miniaccount, quelli aperti con 100 o 500 euro) dopo un anno hanno perso completamente l'importo investito inizialmente, a seguito di perdite superiori ai profitti conseguiti. Le società che promuovono e pubblicizzano i loro servizi di trading sono perfettamente a conoscenza di questo dato ed è su questo che basano tutto il loro business. Queste società (solitamente ubicate in giurisdizioni dalla discutibile severità finanziaria) si configurano dal punto di vista operativo in “market maker” ovvero le stesse si sostituiscono al mercato attraverso una propria offerta di acquisto e di vendita della valuta allo stesso tempo, di fatto quindi replicando l'andamento del mercato sottostante. Pertanto quando voi comprate o vendete, ad esempio, il cross euro/dollaro, avete come controparte della vostra transazione un soggetto finanziario che si mette contro di voi, al pari di un casinò, pertanto il denaro che guadagnerete attraverso un'operazione sarà per loro un costo di esercizio, mentre la perdita che sosterrete rappresenterà per loro un profitto.

 

Se prestate attenzione inoltre tutte le proposte di apertura di conto sono molto lusinghiere, arrivano infatti anche a riconoscervi un bonus monetario di alcune centinaia di euro, proprio come i casinò queste società sanno benissimo che la probabilità è tutta a loro favore, pertanto il deposito che verserete rappresenta per loro un profitto da incassare, si tratta solo di aspettare, è solo una questione di tempo. Con il forex si perde denaro facilmente perché chi si mette a tradare da neofita lo fa con un'ottica temporale di breve o brevissimo periodo, un'ora, quattro ore o qualche giorno: l'analisi tecnica classica ormai non serve più quasi a niente, soprattutto se consideriamo che la maggior parte degli scambi è implementata da algoritmi e processori matematici di calcolo.

 

Pertanto entrare in un mercato con risorse e mezzi limitati, senza una sistematica tecnica di trading, produce inesorabilmente a grandi perdite statisticamente quantificabili. Per fare un esempio calzante l'ingresso nel mercato forex nel breve e brevissimo termine assomiglia all'ingresso in un bar in cui si sta scatenando una rissa: la probabilità che prendiate un cazzotto in faccia, per quanto siate prudenti, è elevatissima. Il mio consiglio è unanime: se veramente siete bravi, operate solo nei mercati regolamentati, tradate le valute solo con i contratti futures, se e solo se avete una consistenza patrimoniale e una avversione al rischio veramente notevole. In tutti gli altri casi siete destinati inesorabilmente a perdere denaro con il tempo, soprattutto se utilizzate la leva finanziaria, che rappresenta la scorciatoia per la vostra rovina finanziaria.

 

 

Eugenio Benetazzo

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Polis

by Sipolino Fabio 6. settembre 2011 15:40

Polis, plural poleis, literally means city in Greek. It could also mean citizenship and body of citizens. In modern historiography "polis" is normally used to indicate the ancient Greek city-states, like Classical Athens and its contemporaries

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Noi la Crisi non la Paghiamo

by Sipolino Fabio 6. settembre 2011 04:04

Siamo indignati contro i governi europei, che stretti tra la crisi e le politiche liberiste e monetariste imposte dalla BCE e dall’FMI, accettano di essere esautorati delle funzioni democratiche e divengono semplici amministratori dei tagli della spesa sociale, delle privatizzazioni, della precarizzazione del mondo del lavoro, chiusura delle frontiere, e della costruzione di opere faraoniche, incuranti dell’ambiente e delle popolazioni.

Siamo indignati perché le classi dirigenti continuano a proporci l’austerity per le popolazioni, mentre le rendite e i privilegi della finanza, dei grandi possidenti e della politica rimangono intonse, quando non crescono. Siamo indignati in particolare contro il governo italiano, che ha deciso di rispondere alla crisi con una manovra i cui contenuti cambiano di ora in ora ma i cui pilastri restano sempre gli stessi: taglio ai servizi sociali, privatizzazioni, attacco ai diritti dei lavoratori.

Siamo indignati perché il governo ha deciso di abolire per decreto il diritto del lavoro, permettendo alle aziende di derogare ed eludere contratti e leggi, compreso l’art.18 dello Statuto dei lavoratrici e dei lavoratori, proseguendo sulla strada della cancellazione della libertà e della democrazia nei luoghi di lavoro.

Siamo indignati perché in questo modo si elimina la democrazia nei luoghi del lavoro e si estende a tutti i lavoratori il ricatto della precarietà, con cui negli ultimi due decenni si sono livellate verso il basso i diritti e le condizioni di vita di migliaia di giovani, esclusi dal sistema di welfare e da ogni orizzonte di emancipazione; perché ogni giorno migliaia di migranti vivono il ricatto della clandestinità.

Siamo indignati perché poco più di 2 mesi fa abbiamo votato, insieme alla maggioranza assoluta del popolo italiano, per la ripubblicizzazione dell’acqua e per le energie rinnovabili, e ora vediamo il nostro governo riproporre esattamente le vecchie ricette basate sulla svendita dei beni e su un modello di sviluppo energivoro.

Siamo indignati perché si potrebbe fare altro; perché vorremmo uscire dalla crisi attraverso un grande processo di innovazione, attraverso al costruzione di un nuovo modello di sviluppo che colga la sfida della riconversione ecologica dell’economia e di uno sviluppo sociale partecipato, basato sulla centralità dei saperi e dell’innovazione. Invece il nostro governo continua a impoverire la scuola pubblica, l’università e la ricerca, ignorando i milioni di studenti, dottorandi, precari, ricercatori che si sono mobilitati negli scorsi mesi e preferendo ascoltare la voce delle rendite baronali e dei profitti aziendali.

Siamo indignati perché i governi europei inseguono il dogma del pareggio di bilancio, cercando di far quadrare i conti della finanza, appesi come sono ai giudizi delle agenzie di rating o dei mercati di borsa, invece di fare i conti con le esigenze e i bisogni dei loro cittadini.

Siamo indignati perché in questo modo non abbiamo più una reale sovranità democratica, che è affidata alle stesse élite finanziarie transnazionali che prima hanno generato la crisi, poi hanno chiesto di essere salvate dagli stati e ora vorrebbero far pagare il conto a noi, giustificando con lo stato di necessità dichiarato della crisi la privatizzazione della vita delle persone e della natura.

Siamo indignati perché vediamo il serio rischio che a una vera alternativa al governo di Berlusconi e della Lega, si tenti di sostituire una alternanza, fatta delle stesse politiche con maggioranze diverse, perché tutto cambi senza che in realtà nulla cambi.

E allora sappiamo che siamo indignati, ma indignarsi non basta.

Il cambiamento non arriverà da sé. Ce l’hanno insegnato le vicende degli scorsi mesi: le grande battaglie per i saperi, le lotte dei lavoratori in difesa del contratto nazionale, i diritti e i beni comuni in Italia, le rivolte del Mediterraneo, ora la crescita di un sentimento di ribellione contro le manovre finanziarie insostenibili e tutto ciò che ci viene propinato in nome della crisi.

Noi non ci limitiamo a indignarci, ma intendiamo darci da fare. Abbiamo in mente un mondo migliore del loro, e siamo pronti a mobilitarci per realizzarlo. Per il 15 ottobre in tanti stanno promuovendo appelli, discussioni pubbliche, verso la giornata internazionale United for global change.

Noi crediamo sia necessario aprire una discussione pubblica nel paese, tra tutti coloro che si stanno prodigando sulla mobilitazione internazionale del 15, ma anche e soprattutto con tutti coloro che pagano sulla loro pelle quanto sta accadendo. Vorremmo, iniziando dalla giornata di sciopero generale del 6 settembre, cominciare una consultazione ampia e trasversale, che raggiunga realtà sociali e di lotta, forze politiche e sindacali, movimenti e singole persone, per far sì che quella giornata sia una grande mobilitazione di tutti per l’alternativa, condivisa e partecipata. Consultazione che vorremmo far proseguire con un’assemblea pubblica a Roma, sabato 24 settembre alle ore 10. Un’occasione importante per qualificare il profilo politico della manifestazione del 15 ottobre, ma anche per far incontrare le tante questioni sociali che nella crisi vivono la loro drammatizzazione. Connettere i fili della resistenza alla crisi, per immaginare un’alternativa politica e di sistema è ciò che prima del 15, nell’assemblea del 24, appunto, con la manifestazione del 15 e dopo il 15, pensando al 15 come ad un passaggio e non un punto d’arrivo, vorremmo fare con passione e spirito d’innovazione.

Costruire tutti insieme una grande mobilitazione a Roma contro le politiche di austerity, significa immaginare e proporre per il nostro paese e per l’Europa un nuovo modello di sviluppo basato sulla democrazia reale, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale.

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Truffa EIG

by Sipolino Fabio 5. settembre 2011 09:09
Truffa Eig, lieto fine per gli assicurati? PDF Stampa E-mail

Per quasi un anno e mezzo il gruppo maltese Eig (European Insurance Group) ha stipulato polizze auto a prezzi vantaggiosi nell’Italia del Sud, soprattutto in Campania, fino allo stop imposto dall’ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private) il 26 aprile dello scorso anno. La situazione è rapidamente precipitata, lasciano scoperti migliaia di assicurati, creando scompiglio e difficoltà.

Dopo l’intervento dell’ Isvap e della GdF gli assicurati Eig, compagnia creata da imprenditori italiani e battente bandiera maltese, si trovano nei pasticci. Insufficiente copertura assicurativa dal 26 aprile e solo un attestato di rischio che le altre compagnie di assicurazione, compatte, difficilmente accettano.

I premi pagati dagli assicurati non finivano nei conti della Eig ma su quelli di società di comodo e impiegati in modi diversi: acquisto di immobili, opere d’arte, partecipazioni in altre aziende e parzialmente girati sui conti dei soci dell’assicurazione fantasma che ha venduto più di 80mila polizze, lasciando attualmente 8mila assicurati in difficoltà per ottenere i risarcimenti. 

Il compito di limitare i danni è stato dato alla Deloitte di Malta, che sta cercando di ripristinare l’ordinaria amministrazione di una società mal gestita ove non gestita affatto. A supportare Deloitte in questa intricata vicenda c’è lo Studio Mplegal di Roma che ha preso in mano la situazione. Uno dei partner della MPlegal, l’avvocato Camillo Vespasiani, ci aiuta a capire meglio cosa dovranno fare gli assicurati e quali prospettive si aprono.

Chi ha incaricato MPlegal di traghettare la situazione verso fondali più chiari?
“Questo incarico deriva dalla Deloitte di Malta, il soggetto a sua volta incaricato di sostituire la vecchia amministrazione della Eig. Noi siamo il loro appoggio in Italia; presso MPlegal vengono affrontate le questioni relative alla compagnia stessa e anche per gestire questo mare di reclami lasciatici in eredità.”

Quali scenari si aprono ora?
“La Eig è sotto amministrazione straordinaria, ovvero il signor Raphael Aloisio della Deloitte Malta è stato nominato amministratore della compagnia di assicurazioni e questo da parte della Mfsa (il corrispondente maltese dell’Isvap). Fino ad oggi ci siamo occupati di districare questa matassa, sia Deloitte sia noi abbiamo trovato una situazione assolutamente poco chiara da diversi punti di vista. Abbiamo creato la rete necessaria per gestire e disbrigare l’ordinaria amministrazione, al fine di limitare i danni, a vantaggio soprattutto degli assicurati. Apriamo i sinistri e ne seguiamo la liquidazione. Siamo a stretto contatto con le autorità per permettere loro di chiarire il quadro, affinché la giustizia possa fare il suo corso.”

Come riuscite a gestire una situazione così ingarbugliata?
“Abbiamo allestito una rete di persone molto competenti le quali, seppure a distanza (molti degli assicurati vivono nell’Italia del Sud), ci sono di grande aiuto. Avvocati, esperti, consulenti che si stanno adoperando per coadiuvarci.”

La Guardia di Finanza ha sequestrato 76 immobili, 10mila opere d’arte e partecipazioni aziendali per un valore di 50 milioni di euro, conferma queste cifre e, soprattutto, questo fiume di denaro potrà scongiurare la peggiore delle evenienze, ovvero la messa in liquidazione?
“Non posso confermare le cifre se non il totale delle riserve a copertura delle polizze Rca e fideiussioni e cauzioni che si posizionano tra i 20 e i 30 milioni di euro.”

Quanto tempo impiegheranno le autorità a rimettere a disposizione degli assicurati i beni sequestrati?
“I beni non saranno a disposizione degli assicurati ma girati alla Compagnia una volta accertata la responsabilità. Finirà tutto con la liquidazione molto probabilmente.”

Alcuni dei responsabili, 12 per la precisione, sono stati arrestati, quale il loro destino?
“Per nessuna di loro è stata confermata la custodia cautelare come inizialmente prevista, al momento alcuni di loro sono indagati ma a piede libero.”

Cosa devono fare gli assicurati ora? A chi chiedere eventuali risarcimenti?
“Il sito della Eig (www.eigforyou.eu) offre un elenco dei numeri utili. Il sistema ora funziona, tutti i sinistri sono aperti e registrati, i liquidatori hanno già cominciato a contattare gli assicurati per procedere ai pagamenti che spettano loro.”

Nel frattempo la sede romana della Eig è stata svaligiata...
“C’è stato un asporto senza autorizzazione, ma sul punto non posso aggiungere altro, dato che sono in corso delle indagini.”

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Olanda

by Sipolino Fabio 5. settembre 2011 07:20

Skype Name javana.intl


Full name Nancy ~ JBI


Gender Female


Language English


Location Oss, Netherlands

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CARTOLARIZZAZIONI - CONTRATTO IN FRODE ALLA LEGGE - INOPPONIBILITA' - ACCERTAMENTO INCIDENTER TANTUM

by Sipolino Fabio 2. settembre 2011 07:35

Legittimazione sostanziale e processuale della resistente

Con atto notificato il 13 aprile 2011, la resistente intimava distinte copie del medesimo atto di precetto agli attuali ricorrenti minacciando l’esecuzione forzata su beni di loro proprietà per un importo indicato in apodittici €.290.973,34 “in via privilegiata ipotecaria”, asseritamente dovuti in forza di atto di “concessione di ipoteca” del 1° ottobre 1984, di “contratto di mutuo edilizio” nei confronti del comune dante causa dei ricorrenti, sig. Tizione Tizio, datato 6 febbraio 1985, nonché di “erogazione e quietanza  di mutuo edilizio… e frazionamento in.15 quote del mutuo stesso e della relativa ipoteca” del 17 gennaio 1986, atti tutti per notar Romolo Romani debitamente registrati in Belpaese presso l’Agenzia delle Entrate rispettivamente in data 4 ottobre 1984 al n.381, 11 febbraio 1985 al n.97 e 21 gennaio 1986 al n.30.

Per vero, copia dei detti atti, l’uno in fila l’altro, veniva alligata a ciascuna copia dell’atto di precetto come innanzi e così notificata con attestazione di conformità “all’originale esibitomi” resa dall’ufficiale giudiziario in data 25 marzo 2011.

Unica traccia di una formula esecutiva del “titolo” potrebbe rinvenirsi alla cinquantesima seconda pagina (pag.52) del cospicuo plico seguito poi da altre decine di pagine prima dell’attestazione di conformità di cui innanzi rilasciata a tergo di una piantina di un progetto, il tutto senza timbri di congiunzione.

Orbene, agisce in giudizio –azionando i “titoli” (rectius i “contratti” spediti in forma non esecutiva) con il precetto- tal società per azioni denominata “XYFondiario” con sede in Roma alla via ===, spendendo la qualifica di mandataria di Alfa Finance srl con medesima sede della mandataria, il tutto in forza di atto estero depositato in Italia.

Alfa Finance srl spende la qualifica di titolare del credito azionato, quale cessionaria dello stesso in forza di atto imprecisato del 2005, per averne fatto acquisto da tal società a responsabilità limitata Beta Gestione Crediti già Cassa di Risparmio Vattelapeschiana SpA a sua volta cessionaria in forza di altro atto imprecisato del 1998 per averne fatto acquisto da Cassa di Risparmio di Vattelapesca SpA.

I cennati atti di provenienza del credito in capo alla mandante Alfa Finance srl non sono sufficientemente menzionati nell’atto di precetto, né sono stati allo stesso alligati, sì da rendere pressoché impossibile la verifica della veridicità di quanto ivi e comunque la regolarità degli stessi.

Ed invero, ai sensi della Legge dello Stato di cui al Testo unico dell'imposta di registro, approvato con D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, gli atti [specificamente anche il deposito di atti stipulati all’estero che importano il trasferimento della proprietà o di altri diritti reali, anche di garanzia (quale è un atto di cessione di credito ipotecario =cioè  garantito da ipoteca=)] soggetti all’imposta di registro devono essere registrati secondo le tariffe di legge di cui alle allegate tabelle normative (nel caso di cessione di credito in misura fissa oltre iva come per legge ovvero nella misura dello0,50% del’importo della cessione a seconda della qualificazione dell’atto di cessione medesimo, se ritenuto operazione a breve o a lungo termine). In mancanza, l’atto non registrato, come per legge, deve ritenersi inefficace e comporta la inopponibilità dello stesso nei confronti non soltanto dei soggetti privati coinvolti (es. “debitori” ceduti) ma anche di quelli pubblici (id est in primis i Conservatori dei Pubblici RRII e poi tutti quegli altri Pubblici Ufficiali innanzi ai quali gli atti sono presentati, tra cui ad esempio anche i Giudici delle esecuzioni immobiliari eventualmente richiesti, gli Ufficiali Giudiziari comandati e quanti altri per legge).

Né può ritenersi assolto l’obbligo di registrazione ai fini della certezza della data per mezzo della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – Foglio delle inserzioni dell’avviso, richiesta dalla cessionaria o dalla mandante, comunque rappresentando tale attività la estrinsecazione di quella che -per quanto sinora esposto ed in seguito detto- si appalesa quale un vero e proprio contratto simulato dalle parti per conseguire indebitamente vantaggi fiscali e pertanto illecito [cfr. Cassazione Sezioni unite civili 15029/2009]. RIF.= http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=88714&idCat=33

Invero, il contratto “in frode alla legge” (fiscale) è un contratto con causa illecita ex art.1344 del codice civile e pertanto nullo ed inefficace per difetto dei requisiti essenziali del contratto di cui all’art.1325 dello stesso codice.

Per conseguenza -non potendosi non ritenere che esclusivamente finalizzate alla frode della legge fiscale le cessioni a società ramo di società cedente stessa in quanto fittiziamente poste in essere al solo scopo di realizzare l’ingiusto profitto del lucro dell’iscrizione al passivo in stato patrimoniale della minor somma tra la originaria iscrizione delle attività e il minor prezzo conseguito con la fittizia operazione in parola posta in essere- devonsi qualificare quali solo simulate le dette cessioni.

Non sfugga peraltro la congegnata artificiosa procedura di realizzazione dei negozi illeciti detti, anche per illiceità del motivo ex art.1345 del codice civile. Ed invero, tali fittizie operazioni sono introdotte nel mondo giuridico con modalità sospette e non spiegabili se non con l’intento di frodare la legge e già di per sé stesse idonee (tali modalità) ad inficiare la validità degli atti medesimi, e precipuamente la stipula degli atti di cessione per mezzo di scritture private poste in essere in Italia ma autenticate nella firma presso un pubblico ufficiale straniero che se le riceve da altri soggetti incaricati a tanto per mezzo di delibera societaria (privata e non autenticata), solo per menzionare le più evidenti.

A non diverse considerazioni porta l’esame del successivo passaggio consistente nel deposito di atto straniero per mezzo di presentazione di detta autentica di firma con allegato (privo di ogni timbro di congiunzione con l’autentica!) in Italia, effettuato da altro soggetto pure a tanto autorizzato per mezzo di delibera societaria (privata e non autenticata) e soprattutto senza che dell’atto sostanziale allegato all’autentica sia effettuata idonea richiesta di registrazione, artatamente non menzionato espressamente in richiesta di deposito, con palese elusione della norma fiscale e della legge generale (artt.2837 e ss. del codice civile, tra le altre, in tema di “legalizzazione”, id est il mettersi in regola con la tassa di registro).

È notorio l’intento in frode alla legge degli atti in parola, al punto che costituisce ordinario oggetto di denuncia sociale anche a mezzo stampa e di specifiche interrogazioni parlamentari in più sedi (anche europee). Preciso in argomento è lo scritto a firma Luigi di Stefano su www.mirorenzaglia.org che si allega.

Con l’atto di costituzione in giudizio, la resistente SpA XYFondiario, come detto, ha omesso di specificare comunque (essendo chiaro il suo intento di tenere riservati elementi di ricostruzione della vicenda dell’asserito “credito” in parola) i necessari dati di riferimento degli atti di provenienza sia del mandato dalla asserita cessionaria e sia anche i dati stessi delle cessioni menzionate: mancano infatti le indicazioni afferenti data e luogo di stipula, pubblico ufficiale ricevente, estremi di raccolta e repertorio e soprattutto manca l’indicazione della data certa perché non risulta la registrazione degli atti e comunque la loro legalizzazione.

Ciò che comunque è indiscutibile è che un tale “castello” (nome omen, lo si consenta) di carte è indubbiamente costruito con perizia e meticolosa cura per il perseguimento degli illeciti scopi innanzi detti e forse altri.

In buona sostanza, l’attuale giudizio cautelare (come più appresso nel tempo quello di merito) si svolge tra un soggetto (la parte ricorrente) =che in forza di una successione legittima è chiamato a rispondere di un contratto sinallagmatico (peraltro discutibile) costituito da un contratto di mutuo fondiario del lontano 1984 e poi di concessione d’ipoteca del 1985 e poi ancora di erogazione e quietanza del 1986= ed altro soggetto la cui legittimazione ad agire o resistere in giudizio è ben lungi dall’essere finanche lecita per le plurime ragioni esposte che giustificherebbero, come detto, ciascuna la declaratoria di inesistenza/nullità/inefficacia dei numerosi atti posti a giustificazione della successione nel credito e della rappresentanza in giudizio.

Ne consegue che sotto il profilo della legittimazione sostanziale e processuale XYFondiario SpA non ha alcun titolo per stare in giudizio né lo aveva al momento della notifica dell’atto di precetto, che non era legittimata ad intimare. Pertanto, è viepiù fondato il fumus boni juris del giudizio di merito già instaurato nel quale va dichiarato finanche il difetto di rappresentanza giudiziale in capo ad XYfondiario SpA per mancanza di idonea posizione sostanziale della mandante Alfa srl (con accertamento incidenter tantum della nullità del contratto di cessione per causa illecita) e sia anche per vizi propri della procura.

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